Discriminazione

 

Mobbingl’aggressione sistematica e continuativa che viene attuata contro un lavoratore con diverse modalità e gradualità e con chiari intenti discriminatori dal datore di lavoro o da un suo preposto o da un superiore gerarchico oppure da suoi colleghi e/o sottoposti con la tolleranza dell’azienda dove opera il soggetto aggredito”.


Tra gli ostacoli che la lavoratrice con tumore al seno si trova ad affrontare c’è anche difficoltà connessa ai rapporti con i colleghi e con lo stesso datore di lavoro.
Nel caso del mobbing esercitato su lavoratrici con un carcinoma mammario, cause sono da attribuire ad una generalizzata mancanza di corrette informazioni sulla patologia. Mobbing cosiddetto “strategico” è finalizzato all’allontanamento della lavoratrice che, proprio a causa del tumore, viene considerata non più utile e costosa per l’organizzazione. Attualmente, la legge prevede molteplici norme (in materia di trasferimenti, discriminazioni, parità di trattamento, etc) a tutela dei lavoratori sottoposti a fenomeni vessatori, che si fondano prima di tutto sull’articolo 2087 del Codice civile, il quale prevede che il datore di lavoro sia obbligato ad attivarsi per «tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro».
Chi subisce atti di mobbing va incontro a particolari difficoltà in caso di ricorso alla magistratura. Occorre provare la condotta lesiva da parte del datore di lavoro o dei colleghi e il danno sofferto. Quand’anche la lavoratrice riuscisse nell’opera di dimostrare tali elementi, avrà diritto al risarcimento del danno provocatole nella misura in cui riuscirà a provarne la connessione con il comportamento di mobbing (secondo il principio del cosiddetto nesso di causalità).
Per tutelare maggiormente le persone soggette a fenomeni di violenza psicologica sul luogo di lavoro, è stata recentemente enunciata una proposta di Testo Unico sul Mobbing, approvata dal Senato 26 luglio 2005. Il nuovo Testo Unico introdurrebbe una tutela giudiziaria veloce nei confronti dei soggetti responsabili del mobbing, facilitando il risarcimento del lavoratore “mobbizzato” .
La lavoratrice potrà chiamare in causa il datore di lavoro a norma dell’articolo 2087: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”

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