Chirurgia

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Il tipo di intervento chirurgico dipende da:

  • stadio della patologia
  • tipo di tumore
  • età e stato di salute generale della paziente
  • scelte del chirurgo e della paziente stessa.

 Generalmente l’intervento è accompagnato da terapie adiuvanti (postoperatorie) come radioterapia, terapia ormonale o chemioterapia per contribuire a migliorare le possibilità di sopravvivenza della paziente.

L’intervento chirurgico può sostanzialmente essere di due tipi:

  •  Conservativo: quando possibile è sicuramente la prima scelta. Consiste nella rimozione di un solo quadrante della mammella (quadrantectomia) con asportazione del linfonodo sentinella ovvero primo linfonodo che drena le cellule tumorali del tumore primitivo.  Tale procedura prevede la “marcatura” , mediante un radioisotopo (solitamente il Tecnezio 99) o di particolari coloranti, di questo linfonodo. Questa metodica può essere applicata solo in alcuni casi. La negatività istologica per metastasi del linfonodo sentinella è risultata altamente predittiva della negatività di tutti gli altri linfonodi ascellari ( 96-97% ); in questo caso consente di evitare l’asportazione completa di tutti questi linfonodi. Spesso le quadrantectomia vengono eseguite con tecniche di Chirurgia Oncoplastica per ottenere i migliori risultati estetici nel rispetto dei criteri oncologici.

  • Demolitivo: consiste nell’ asportazione dell’intera ghiandola mammaria (mastectomia) e della cute con o senza rimozione dei linfonodi ascellari (dissezione ascellare). Oggi si eseguono sempre più frequentemente mastectomie conservative con risparmio della cute (skin sparing mastectomy) o con risparmio totale della cute e del complesso areola capezzolo (nipple sparing mastectomy), associate sempre a una ricostruzione mammaria che può essere immediata o in 2 tempi con espansori e protesi.

    Mastectomia

Nel corso di questi anni, pur mantenendo la necessaria radicalità chirurgica, si è cercato di ottenere un risultato estetico eccellento o, quanto meno accettabile.

La chirurgia è comunque sempre il primo strumento di attacco contro il cancro del seno; in questo caso si cerca di rimuovere il tumore ed una parte di tessuto circostante, pur conservando la maggior quantità di petto possibile.

In base alla quantità di tessuto che viene asportato, alle carattersitiche del tumore ed alla diffusione dello stesso (metastasi), possiamo classificare questo tipo di chirurgia come segue:

Intervento conservativo: viene rimosso il nodulo tumorale ed alcuni tessuti circostanti. Spesso si associa a questa la ricerca e lo studi del linfonodo sentinella (questo consente di evitare la dissezione linfonodale completa del cavo ascellare).

Quadrantectomia: viene asportata una porzione della mammella corrispondente all’incirca ad un quarto della stessa unitamente all’asportazione selettiva o completa dei linfonodi ascellari.

Mastectomia: viene asportata l’intera mammella e, a volte, anche i muscoli sottostanti. Si rende necessari questo tipo di intervento quando il nodulo è grande in rapporto al volume della mammella, se ci sono diverse aree di cellule tumorali in varie parti della mammella, se il nodulo si trova proprio dietro al capezzolo oppure se vi è un piccolo carcinoma mammario invasivo in una vasta area di CDIS (ductalcarcinomainsitu).

Possiamo fare la seguente distinzione:

  • Mastectomia con asportazione dell’intera mammella + linfonodi del cavo ascellare, con consevazione dei muscoli pettorali (grande e piccolo)
  • Mastectomia con asportazione dell’intera mammella + linfonodi del cavo ascellare + muscolo piccolo pettorale, con conservazione del muscolo grande pettorale
  • Mastectomia con asportazione dell’intera mammella + linfonodi del cavo ascellare + entrambi i muscoli pettorali (grande è piccolo)

Quando viene eseguita una mastectomia con conservazione del muscolo grande pettorale, spesso è possibile eseguire una ricostruzione immediata della mammella posizionando una protesi provvisoria (espansore) sotto detta fascia muscolare; l’espansore sarà poi sostituito in seguito con una protesi definitiva.

Altre volte si preferisce programmare l’intervento di ricostruzione in una fase successiva (spesso al termine delle cure) .

Salvo diverse indicazioni medico / chirurgiche, sarà quindi la donna stessa che ha subito un intervento di mastectomia a scegliere se effettuare la ricostruzione del seno subito o in una fase successiva.

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