Breast Unit – Parma

ANDOS PARMA sostiene ed è parte costituente della BREAST UNIT  dell ‘ Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma

Le BREAST UNIT sono Centri di Senologia Multidisciplinari per la prevenzione e la cura del tumore mammario. Esse rappresentano una nuova opportunità di cura e assistenza, regolata da specifiche linee guida nazionali, che permette alla Donna di affrontare il tumore al seno – la prima patologia tumorale femminile – con la sicurezza di essere seguita da un team di specialisti dedicati, curata secondo i più alti standard europei e accompagnata nell’intero percorso di malattia. Questo per la Donna significa non dover andare personalmente alla ricerca ora del chirurgo, ora dell’oncologo e così via, ma essere seguita da un’equipe multidisciplinare durante tutto il percorso diagnostico e terapeutico.

La Breast Unit non è necessariamente un’unica struttura in cui accentrare tutte le unità operative che riguardano il tumore al seno, ma il più delle volte è costituita, come nel nostro Ospedale, da servizi dislocati su sedi diverse che creano un percorso di diagnosi, terapia e controlli. Questa attività può svolgersi anche in strutture fisicamente separate, ma connesse e integrate dal punto di vista funzionale: che lavorano, cioè, come se fossero un’entità unica.

Di seguito l’organigramma della Breast Unit del nostro ospedale

  • Coordinatore:  Dr. D. Palli
  • Diagnostica
  • – Screening mammografico:   Dr.ssa N. Piazza e collaboratori
  • – Clinica:  Dr.ssa C. D’Aloia e collaboratori
  • Chirurgica Senologica: Dr. L. Cattelani e collaboratori
  • Anatomia Patologica:  Dr.ssa E. M. Martella e collaboratori
  • Oncologia:  Dr. A. Musolino e collaboratori
  • Radioterapista:  Dr.ssa L. Bergamini e collaboratori
  • Medicina Nucleare: Dr.ssa C. Cidda e collaboratori
  • Psicologa: Dr.ssa J. Bologna
  • Fisiatra:  Dr. F. Pessina
  • Infermiera di Senologia:  Volontaria di A.N.D.O.S. Parma (*)(*)     L’ Infermiera di Senologia non deve essere confusa con un’ infermiera nel senso classico del termine. Essa piuttosto è una persona che, dopo opportuna ed adeguata formazione, sta al fianco della Donna ammalata, dei suoi famigliari e degli stessi medici durante il percorso all’interno della Breast Unit. E’ quindi parte integrante dell’ Equipe multidisciplinare e partecipa alle discussioni settimanali. E’ con la paziente al momento in cui viene comunicata la diagnosi e il piano terapeutico e tra i suoi compiti vi è anche garantire assistenza, informazione e supporto alle donne durante tutto il percorso, essere di riferimento per le pazienti e i caregiver anche al termine della terapia e supportare durante i controlli, sia per la malattia in stadio iniziale sia per quella in stadio avanzato. Nel nostro Ospedale questo compito è svolto dalle Volontarie di A.N.D.O.S. Parma onlus

Le Breast Unit devono soddisfare le linee guida Nazionali ed Internazionali, cioè gli standard stabiliti sulla base di una lunga esperienza, condivisa a livello europeo, ripresa poi recentemente da un gruppo di lavoro presso il Ministero della Salute che ha redatto il documento “Linee di indirizzo sulle modalità organizzate ed assistenziali della rete dei centri di senologia” che, nel dicembre del 2014, è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Tutte le Regioni sono tenute a conformarsi per garantire un numero adeguato di Centri di Senologia sul territorio.

Questi requisiti, che anche la Breast Unit del nostro Ospedale soddisfa pienamente, prevedono che si debba:

  • Trattare più di 150 nuovi casi di carcinoma mammario ogni anno (a Parma questo numero è di circa 350);
  • Assicurare la presenza di chirurghi, radiologi, patologi, oncologi, radioterapisti, infermieri, tecnici di radiologia e data manager che dedicano tutta o la maggior parte della propria attività al trattamento della mammella, e di molte altre figure: psiconcologo, onco-genetista, chirurgo plastico, fisiatra, fisioterapista e medico nucleare specializzati nella patologia mammaria;
  • Garantire la tempestività nella diagnosi e della cura: a Parma, nei casi di neoplasia accertata, i tempi d’attesa per l’intervento chirurgico non superano i 30 giorni dalla presa in carico, attestandosi mediamente sui 15 giorni;
  • Svolgere riunioni multidisciplinari settimanali per discutere collegialmente ogni singolo caso, sia prima dell’intervento chirurgico, sia dopo. A queste riunioni partecipano professionisti che hanno una competenza specifica nel carcinoma della mammella. In particolare: radiologo, anatomopatologo, chirurgo, oncologo medico, radioterapista e un infermiere di senologia. La seduta si conclude con un referto scritto che riassume i dati clinici della paziente e le decisioni, e che individua la persona che effettuerà il colloquio con la paziente e la prenderà in carico;
  • Condividere le possibili proposte terapeutiche con la paziente, tenendo conto della sua età biologica, delle caratteristiche cliniche e delle sue preferenze, mirando alla sua partecipazione informata;
  • Prendere in carico le donne ad alto rischio genetico/familiare del tumore della mammella e dell’ovaio (mutazione BRCA1/2), aiutandole in tutto il percorso dei controlli per la diagnosi precoce e dell’eventuale terapia chirurgica preventiva;
  • Coinvolgere costantemente le associazioni di volontariato che si occupano delle pazienti con tumore al seno;
  • Adottare le linee guida per la diagnosi e il trattamento del tumore al seno a tutti gli stadi e per la riabilitazione psicofisica della paziente;
  • Promuovere la prevenzione primaria per ridurre i fattori di rischio del tumore al seno, con attività di educazione sui corretti stili di vita;
  • Utilizzare un database per la raccolta dei dati e per il controllo di qualità. I dati clinici devono essere inseriti nel database da un data-manager e devono essere disponibili durante le sessioni periodiche di discussione dell’équipe multidisciplinare;
  • Organizzare audit periodici per la valutazione dell’attività del centro;
  • Svolgere attività formativa per il personale;
  • Collaborare a progetti di ricerca nazionali e internazionali, favorendo l’arruolamento delle pazienti negli studi clinici, con particolare attenzione alla ricerca applicata in clinica e alla sperimentazione di nuove tecnologie.