Cure all’ Estero

 

 

Il sistema sanitario italiano assicura a tutti i cittadini residenti le prestazioni in forma diretta (gratuite) erogate sul territorio nazionale dalle strutture pubbliche o private accreditate.

L’assistenza sanitaria all’estero è consentita solo per le prestazioni di altissima specializzazione che non siano ottenibili nel nostro Paese tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico. Occorre distinguere i Paesi dell’Unione Europea e quelli con i quali l’Italia ha stipulato le convenzioni e gli Stati extra-comunitari non convenzionati.

Esistono due modalità di assistenza che richiedono l’autorizzazione della propria ASL:

Le prestazioni sanitarie sono pagate direttamente dalla ASL, al carico del paziente rimane l’eventuale ticket sanitario (è necessario verificare quale documentazione richiede il Paese di destinazione per avvalersi di eventuali agevolazioni) applicato dal Paese di destinazione.

Assistenza indiretta – le prestazioni sanitarie sono a carico del paziente, qualle ha diritto ad un rimborso parziale dalla ASL – L’autorizzazione va chiesta alla ASL di residenza.

Alla domanda bisogna allegare :

  • Certificato del medico specialista che dichiari l’impossibilità a ricevere le cure adeguate e immediate in Italia. Si precisa che è considerata valida la proposta fatta da un medico specialista pubblico o privato. La proposta del medico deve contenere l’indicazione della struttura estera prescelta per la prestazione.
  • Eventuale altra documentazione in base a disposizioni regionali.

L’ASL inoltrerà (entro 3 giorni)  la documentazione al Centro di Riferimento Regionale (C.R.R.), che valuterà se ci sono presupposti per poter dare l’autorizzazione (entro 7 giorni). In caso di mancata risposta dei tempi previsti, la valutazione s’intenderà positiva.  
Le cure di mantenimento o di controllo, anche se riferite ad una precedente autorizzazione, devono essere preventivamente autorizzate dal C.R.R. per cui, ogni qualvolta si presenta questa necessità, deve essere presentata domanda di autorizzazione secondo le stesse procedure sopra indicate.

 L’ ASL rilascera:

  •  Il modello E 112 se il ricovero avverrà presso strutture pubbliche di Stati dell’Unione Europea o di Stati convenzionati con l’Italia. Tale modelo da diritto al paziente a usufruire dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato in cui avverrà il ricovero e al trattamento di assistenza diretta da parte della ASL.
  • Apposita autorizzazione scritta se il ricovero avverrà presso le strutture private di Stati dell’Unione Europea o di Stati convenzionati, la prestazione sarà riconosciuta come assistenza indiretta dalla ASL

Può accadere che un cittadino italiano si reca all’estero d’urgenza per farsi curare, senza aver attenuto la preventiva autorizzazione. In questi casi il cittadino italiano può ottenere il rimborso a posteriori solo se risulta che abbia attivato, prima di partire, la procedura per ottenere l’autorizzazione (domanda alla ASL, iscrizione nelle liste d’attesa italiane per effettuare l’intervento, etc.).

Se un cittadino italiano che si trova all’estero per turismo ed è costretto a ricoverarsi non ha diritto ad alcun rimborso a meno che non esista una convenzione con lo Stato dove è avvenuto il ricovero oppure appartenga a categorie particolari (DPR n°618 del 1980).

Per ottenere il rimborso è necessario presentare alla ASL le fatture o altra documentazione attestanti il pagamento, vistate dal consolato italiano presso il Paese in cui sono state ricevute le cure. Il pagamento sarà effettuato entro qualche mese. Se il paziente non è abbiente ha diritto ad un acconto sul rimborso spettante, anche prima di trasferimento all’estero. L’acconto non può superare il 70% del rimborso spettante.

Se non viene concessa l’autorizzazione al trasferimento all’estero il C.R.R. deve indicare un centro alternativo in Italia presso il quale l’assistito possa essere curato. In caso di parere negativo del C.R.R., si può presentare ricorso entro 15 giorni:

  • Ricorso al Direttore Generale della ASL
  • Ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR) ed al Consiglio di Stato in sede di appello
  • Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

 In caso di rigetto della domanda di rimborso delle spese, l’interessato ha facoltà di ricorrere:

  • Alla magistratura ordinaria (giudizio di 1° grado)
  • Alla magistratura ordinaria di appello (giudizio di 2° grado)
  • Alla magistratura di Cassazione (giudizio di 3° grado)

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...