Rondine d’Argento 2020

Si rinnova l’appuntamento con il premio Rondine d’Argento che, anche quest’anno sarà conferito in occasione della ricorrenza di sant’Agata, patrona di tutti i comitati ANDOS.

Il premio sarà consegnato al Centro Screening Mammografico di Parma la sera del 05.02.2020 – ore 20,00 presso il circolo LA GIOVANE ITALIA in cui avrà luogo una cena di raccolta fondi

Prezzo a persona € 35,00

Prenotazioni entro il 03.02.2020 al 339 1938853

Allattare dopo un tumore al seno: è possibile?

Allattare dopo un tumore al seno: è possibile?

Allattare dopo un tumore al seno: è possibile?
Il tumore al seno è una delle neoplasie maggiormente diagnosticate nella popolazione femminile [1]. Il tumore al seno può svilupparsi anche in giovane età, per questo motivo una buona parte delle donne che hanno ricevuto questa diagnosi, dopo il trattamento e dopo aver superato la malattia, potrebbero volere un figlio. Una domanda che le donne che vivono la gravidanza dopo una neoplasia al seno si pongono è se l’allattamento naturale sarà possibile per loro, a causa della patologia pregressa.

È importante sottolineare che l’allattamento al seno dopo il cancro è possibile, e anzi dovrebbe essere incoraggiato dai ginecologi e dai pediatri.

Il tumore al seno è una malattia grave. Si origina da una moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria. Molti fattori sono stati associati ad un aumentato rischio di sviluppare questa malattia. Tra questi fattori di rischio figurano età superiore ai 50 anni, menarca precoce, prima gravidanza dopo i 30 anni, menopausa dopo i 50 anni, non aver avuto figli e familiarità [1]. La predisposizione genetica è sicuramente il fattore di rischio che più può determinare l’insorgenza della malattia. Ѐ ormai riconosciuto che mutazioni genetiche a carico dei geni BRCA1 e BRCA2 sono altamente correlate alla comparsa del tumore. Infatti, ben il 50% dei casi di forme ereditarie di cancro mammario è dovuto a queste mutazioni [1].

In Italia il tumore al seno è il tipo di cancro più frequentemente diagnosticato sia nella fascia d’età 0-49 (41%), sia nelle donne tra i 50 e i 60 anni (35%), sia nelle donne con età superiore ai 70 anni (22%). Anche se il tasso di incidenza è in aumento, quello di mortalità sta diminuendo grazie alla maggiore diffusione dei programmi di screening per la diagnosi precoce e ai progressi terapeutici. Infatti, in Italia la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è dell’87% [2].

Molte donne che partoriscono dopo la diagnosi e il trattamento di un tumore al seno credono di non poter allattare naturalmente o di non avere abbastanza latte. Questi timori sono del tutto infondati. Infatti, la quantità di latte prodotta sarà sicuramente sufficiente, in quanto per allattare basta anche solo un seno. Inoltre, non sussistono pericoli per il piccolo perché non è stato dimostrato un passaggio di cellule tumorali dalla madre al bambino tramite il latte [3].

Anche se non ci sono ancora molti studi riguardanti l’allattamento dal seno operato, nella maggior parte dei casi sembra che la produzione di latte sia ridotta. Ad ogni modo, è sempre possibile provare a far attaccare il bambino alla mammella operata, tenendo conto del desiderio materno, della conformazione del capezzolo e del tipo di chirurgia effettuata. Inoltre, nonostante si stia allattando, le donne in fase di allattamento possono (e devono) continuare ad effettuare i controlli radiologici. Basterà seguire alcune accortezze, come drenare la mammella prima dei diversi accertamenti [3].

È noto che allattare naturalmente offre grandi benefici per mamma e bambino. L’allattamento al seno è fonte di nutrimento e sicurezza per il neonato e offre l’opportunità alla madre di creare un legame speciale con il proprio figlio. Ѐ opportuno, però, che le donne che allattano al seno dopo una diagnosi di neoplasia siano seguite correttamente da medici specialisti. Questo è importante soprattutto nelle prime fasi, così da essere sicuri di ottenere un’adeguata stimolazione e lo svuotamento di una o di entrambe le mammelle [3].

È possibile conoscere la propria predisposizione genetica al tumore al seno grazie a un test di screening genetico. Per esempio, il test Sorgente BRCA è un esame di screening semplice, veloce e indolore che permette di individuare la presenza di mutazioni a carico dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabili del cancro alla mammella e del tumore ovarico nel 5-10% dei casi diagnosticati. L’esame si effettua su un prelievo di sangue della paziente ed è consigliato nei casi di familiarità o anche a chi ha già avuto un tumore. I risultati possono fornire informazioni sulle cause e sui futuri rischi, aiutando i medici a definire una terapia mirata e un percorso di screening e prevenzione basato sulla singola paziente.

Estetica Oncologica – Adesso anche a PARMA grazie ad ANDOS Parma

Carissimi tutti,
E’ con vero piacere che vi informiamo della recente partnership di ANDOS Parma con il centro estetico SNELLING LINE di Parma (tel.0521 992830 – cell.339 8555279)
Non un centro estetico qualunque ma il primo ad avere ottenuto la registrazione ed il diploma di APEO (Associazione professionale di Estetica Oncologica)
In questo centro, da noi patrocinato, è possibile avere i migliori trattamenti per quanto riguarda l’estetica oncologica, ovvero cure ad hoc per chi è “vittima” degli effetti colaterali di terapie oncologiche (quali ad esempio la chemioterapia)
In questo centro operano estetiste diplomate presso APEO che abbiamo testato personalmente
In caso di necessità rivolgetevi pure a loro a nome di ANDOS Parma

Tumore al Seno: scoperte nuove varianti genetiche che predispongono al rischio

Due ampi studi identificano 75 mutazioni in totale che ne favoriscono l’insorgenza. Serviranno a migliorare screening e prevenzione, ma anche a trattamenti mirati delle forme più resistenti.

 In quello che potrebbe essere definito il più esteso lavoro svolto finora sulla genetica del tumore al seno, sono state identificate 75 nuove varianti genetiche comuni che da sole spiegano circa un quinto dei casi diagnosticati, e che portano a raddoppiare il malloppo di marcatori noti associati alla malattia.

Le scoperte pubblicate miglioreranno i trattamenti preventivi e potenzieranno le cure delle forme più resistenti del tumore.

Gli scienziati hanno individuato 65 nuove varianti che, da sole, contribuiscono al 4% del rischio aumentato di sviluppare il tumore nelle donne con una forte familiarità con queste neoplasie.

Aggiungendo le “new entry” alle 180 mutazioni già note, si riesce a spiegare il 18% del rischio ereditario (che è doppio, rispetto a quello delle donne senza una storia familiare del tumore).

Il secondo studio ha invece identificato 10 varianti genetiche associate a cellule cancerose prive dei recettori per l’estrogeno: obiettivi particolarmente difficili da debellare, perché a differenza del 70% circa dei tumori al seno, non rispondono ai trattamenti ormonali. Messi insieme, i due lavori potrebbero spiegare perché alcune donne sono più predisposte di altre a sviluppare la malattia, e come prendere di mira le forme più dure da curare.

Finora i maggiori fattori genetici associati a questo tipo di tumore sono state le forme alterate di due geni, il BRCA1 e il BRCA2. Ereditare una di queste varianti porta a un aumento del rischio di sviluppare la malattia nell’arco della vita del 90% e dell’85% rispettivamente (e in forma minore predispone anche al tumore alle ovaie).

Ma altre mutazioni possono contribuire all’insorgenza della malattia (insieme a fattori ormonali e legati allo stile di vita). Le nuove varianti genetiche trovate sono piuttosto comuni: alcune sono presenti in una donna ogni 100 e altre in più della metà della popolazione femminile.

È la presenza combinata di più mutazioni, abbinata ai fattori di rischio ambientali, a determinare la probabilità di insorgenza del tumore.

 

 

Una cena Salentina pro ANDOS Parma

Carissime,

Nell’ambito delle manifestazioni / eventi in corso per Ottobre Rosa, mese dedicato al tumore al seno, ANDOS Parma ha il piacere di invitarvi a cena !|

Non la solita cena ma un momento di informazione e di solidarietà, in cui sarà possibile assaporare la vera cucina del salento

Alessandra Ferramosca è una giovane e brava cuoca pugliese impegnata nella comunicazione “gastronomica” di quella meravigliosa parte della Puglia che è il Salento. Alessandra, bravissima comunicatrice,  è anche cuoca itinerante e collabora a importanti eventi organizzati in Italia.  E Alessandra Ferramosca sarà a Parma il 26 Ottobre presso l’Antica Hostaria Tre Ville, situata in via Benedetta, per insegnarefare   fare gustare, nello spettacolare  format “Buffet Salentino”, i piatti di terra.  Piatti di una magica terra che sorge tra cielo e mare. Viviamo un momento storico in cui la società sta riconsiderando cultura e tradizioni, che sono i  motori di rilancio locale e barriera contro l’omologazione sempre più imperante. Oggi   comunicare un territorio attraverso  la cucina e i prodotti  di tradizione è la forma di promozione più forte e immediata. E l’agricoltura, l’allevamento, l’artigianalità e la trasformazione delle eccellenze agroalimentari sono la carta d’identità  e il biglietto da visita di un territorio. E la famiglia Dall’Argine, coinvolta da alcune associazioni di Parma, ospita Alessandra Ferramosca che in questa tre giorni parmigiana  porterà le suggestioni del Salento a Parma.

In contemporanea è organizzata una magnifica mostra fotografica “Istantanee di Vita” evento realizzato da Accademia dei Volenterosi e patrocinato da Andos Parma . Emozioni in 50 scatti.

Parte dell’incasso della cena sarà devoluto all’associazione ANDOS ​ Parma​

 

ANTICA HOSTARIA TRE VILLE – Via Benedetta 99/a

I SAPORI DEL SALENTO

con Alessandra Ferramosca – Cuoca itinerante

Giovedì 26 Ottobre ore 20.30

Cena buffet

Il Salento incontra Parma

Buffet  Salentino  Menù dell’Entroterra e Buffet Parmigiano

Friselle con pomodorini

Fave  cicorie e carne di maiale

Maritati d’orzo con le rape

Ciceri e tria

Pezzetti di cavallo al sugo

Pitta di patate con verdure  invernali a salsa

Melanzane ripiene con pane olive

Polpette di carne e melanzane

Torta Pasticciotto salentina

Costo 25 euro escluso bevande

Selezione Vini Cantine San Pancrazio

Antica Hostaria Tre Ville 0521 272524  treville@tin.it

Davvero molto importante la vostra presenza

Grazie

Cecilia Zanacca – Presidente di ANDOS Parma