Non solo sport: lava i piatti e cura il giardino per vivere di più!

Attività fisica e pulizie domestiche. Esercizio fisico e giardinaggio. Sport ma anche a spasso con il cane: ecco la ricetta della longevità. Per vivere più a lungo non basta il regolare esercizio fisico: più il nostro sistema cardio-respiratorio è allenato, più si riduce il rischio di malattia.  Un’ulteriore conferma di quanto sia utile lottare contro la sedentarietà, sempre, arriva da uno studio di alcuni istituti di ricerca americani, tra cui la University of Pennsylvania e il National Cancer Institute.

Mettersi in movimento appena possibile è la chiave per la longevità. “Più è meglio di meno e poco è meglio di niente”, dice uno degli autori della ricerca. Un bel consiglio che possiamo dare a chiunque voglia fare un po’ di sport ad esempio a chi pensa di partecipare alla Maratona di Milano del prossimo 3 aprile. Ma attenzione, dopo il meritato riposo, non fatevi vincere dalla sedentarietà e ricordate di restare attivi anche nel resto delle vostre giornata: per gli sportivi con le pantofole non c’è spazio!

(Per approfondire leggi qui: Expo e salute, sedentarietà: 90% adolescenti non si muove a sufficienza)

La ricerca è stata pubblicata su Medicine & Science in Sports & Exercise. A una maggiore attività fisica è associato un minore rischio di mortalità per tutte le cause: negli adulti il rischio si riduce rimpiazzando il tempo della sedentarietà con attività leggera o da moderata a intensa. Il lavoro è stato condotto su 3mila persone tra 50 e 79 anni: è stato tracciato il livello di attività fisica di 7 giorni e poi il rischio mortalità nei successivi 8 anni. Per le persone meno attive le probabilità di morire erano 5 volte quelle dei più “sportivi”.

Anche 10 minuti di camminata fanno bene se aggiunti alla normale attività fisica

A parità di esercizio fisico, dicono i ricercatori, chi si mantiene attivo anche semplicemente camminando, lavando i piatti o facendo le pulizie di casa aveva più chance di vivere più a lungo. «Questa è la condizione ideale: unire all’attività fisica strutturata (corsa, nuoto, bicicletta) anche un bel po’ di movimento nei momenti in cui non ci si dedica a quest’attività», dice la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio di Humanitas. «E questo è quanto deve capire chi pensa di liquidare la questione del fitness solo con l’esercizio fisico restando fermi in altri momenti, per lavoro o abitudini particolari».

(Per approfondire leggi qui: Sedentarietà più pericolosa dell’obesità?)

Una formula magica non esiste però anche solo 10 minuti di attività leggera in più può fare la differenza. Inoltre né sudare troppo né esagerare con l’esercizio fisico è la via maestra per correre un ridotto rischio di mortalità: «Dobbiamo fare attenzione a non eccedere nell’attività fisica aerobica – che se praticata ad intensità troppo elevata non è più tale – o nel fare attività fisica non aerobica (ad esempio allenarsi solo con le macchine in palestra): così i benefici quasi scompaiono».

«L’attività fisica aerobica come correre, camminare, nuotare, andare in bicicletta o ballare, è l’attività più indicata per mettersi in moto e sudare. Se tralasciamo l’attività fisica strutturata, fuori da palestre, centri fitness e piscine e guardiamo a ciò che possiamo fare in casa, possiamo riferirci a un tipo di movimento che combina attività fisica aerobica e anaerobica, un po’ più “di sforzo”, come il giardinaggio dove ci si inginocchia, si vanga, si trasportano materiali. In questo caso, o nel caso delle pulizie domestiche, usiamo le braccia e lavoriamo più sui muscoli».

Cos’altro possiamo fare nel quotidiano per metterci in moto?

«A casa possiamo fare un po’ di cyclette mentre guardiamo la tv o semplicemente alzarci e camminare quando siamo al telefono (un consiglio che vale anche sul posto di lavoro); oppure passare del tempo con i bambini, figli o nipoti, giocare con loro in giardino, accompagnarli in giro per le loro attività ricreative; oppure portare a spasso il cane e camminare o correre con lui», suggerisce la professoressa.

Ma perché la qualità e la “quantità” di vita migliorano grazie all’attività fisica?

«Il dato più forte che può spiegare questa relazione è l’impatto del movimento sul sistema cardio-respiratorio: più questo sistema è allenato, più si riduce il rischio di sviluppare alcune patologie mortali. In questo modo l’organismo riesce a controllare e contrastare l’attivazione dei processi che causano queste malattie. La valutazione del sistema cardio-respiratorio è usata anche per misurare la cosiddetta età biologica. Inoltre – conclude – l’attività fisica è uno di quegli elementi comportamentali che agiscono sull’epigenetica, ovvero modulano in modo favorevole i meccanismi genetici come ad esempio la duplicazione del DNA, che possono portare allo sviluppo di alcune malattie».

 

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