Quanto ne sappiamo delle agevolazioni che ci spettano?

L’argomento di oggi è l’accesso alle informazioni sulle tutele previste dalle leggi per chi si ammala di cancro, e parto ovviamente dalla mia esperienza.

Personalmente, ho scoperto solo per caso le agevolazioni che mi sarebbero spettate, e ben un anno dopo le terapie per il tumore al seno e la mastectomia. Era il 1999 e nessun medico o operatore sanitario mi aveva avvisato: l’ho saputo parlandone con una conoscente.

Non so quanto spesso fatti del genere accadano ancora oggi, con internet e il grande supporto che danno le associazioni. Ma tutte noi, fino al momento dell’incontro con il cancro, probabilmente ne sappiamo poco o niente di leggi e diritti per i malati oncologici, e dal mio punto di vista questa è una mancanza gravissima.

Per chi, come me, è un lavoratore dipendente, la legge di riferimento è la 104/92 (per l’esattezza: L. 104/1992 art. 33, D.lgs 151/2001 artt. 33 e 42, come modificati dalla L. 183/2010 e dal D.lgs. 119/2011. Per tutti gli altri lavoratori – atipici, autonomi, imprenditori – questa legge non si applica).

All’epoca lavoravo come ausiliaria scolastica. Allora ero andata presso l’ASL di mia competenza e avevo fatto richiesta d’invalidità e delle agevolazioni previste dalla legge 104. Ero poi stata chiamata dalla stessa ASL che mi aveva sottoposta a una visita medico legale: consisteva nel rispondere ad alcune domande, mentre i medici presenti controllavano la mia cartella clinica e gli altri certificati richiesti. Di quella visita ricordo la sensazione di totale invisibilità, c’era un freddo distacco tra me e i medici, che mi ha fatto sentire quasi in imbarazzo. Fatte le domande mi dissero “le faremo sapere”.

Mi è stato riconosciuto l’“handicap grave”, in base all’articolo 3 della legge 104. Di conseguenza mi sono state riconosciute anche le agevolazioni per il lavoro, che prevedono la possibilità di avere 3 giorni di permesso al mese o 2 ore di permesso al giorno. Ho scelto la prima e l’ho comunicato al mio datore di lavoro.

Purtroppo, queste agevolazioni non sempre sono state ben viste da colleghi e capi: qualcuno le ha viste come giorni di ferie in più, e di conseguenza ero considerata meno affidabile sul lavoro, nonostante svolgessi sempre tutto nei tempi previsti. Quei permessi servono sia per le visite specialistiche che per i controlli periodici, e non devono essere giustificati al datore di lavoro.

Forse le persone non si rendono conto che i diritti di tipo giuridico ed economico consentono ai malati oncologici di vivere più dignitosamente, e credo che questo dipenda soprattutto da ignoranza, nel senso letterale del termine.

Perché le leggi non rimangano inattuate, è quindi fondamentale che anche i pazienti stessi (oltre agli operatori) sappiano quali sono i diritti che lo Stato riconosce e garantisce loro, sia come particolare categoria di malati sia, genericamente, come persone riconosciute invalide.

Come si ottiene la 104? La prima cosa da sapere è che non c’è alcun automatismo tra la richiesta di invalidità e la richiesta delle agevolazioni della legge 104. Dal 1 gennaio 2010 sono state modificate le procedure relative all’invalidità e al certificato di handicap della legge 104. Le domande per richiedere sia l’invalidità che la 104 non vanno presentate più all’ASL come un tempo, ma all’INPS. Solitamente è il proprio proprio medico di famiglia che inoltra la richiesta, mediante procedura informatizzata. Con in mano una copia di questo certificato bisogna rivolgersi a un qualsiasi Caf che procederà alla presentazione della domanda all’INPS che le girerà alle ASL. È quindi necessario rivolgesi per prima cosa al proprio medico di famiglia, che è obbligato a queste procedure e da qui dare il via al’iter necessario (che fatica, eh?).

Con la Legge 80/2006 (art. 6), lo Stato ha disposto un iter di accertamento accelerato a carico della Commissione Medica Integrata della ASL in caso di malattia oncologica. Una volta inviata la richiesta alla Commissione Medica Integrata, la visita di accertamento dovrà infatti essere effettuata entro 15 giorni e gli esiti dell’accertamento dovranno essere immediatamente produttivi dei benefici previsti. La commissione, in pratica, valuta se sussistono i requisiti per l’invalidità e per le agevolazioni, e snellisce i tempi burocratici per la risposta.

Io sono ricorsa a questa commissione a causa di un errore della ASL che non solo mi aveva abbassato l’invalidità, ma anche sbagliato il tipo di malattia e avrei dovuto fare ricorso con altri mesi di attesa.

Devo riconoscere che questa commissione è stata l’unica che mi ha realmente visitata, mi ha aggiornato sui diritti e ha avuto una gentile sensibilità nei miei riguardi.

Da sapere: non c’è correlazione tra il 100% di invalidità riconosciuta dall’ ASL e poi confermata dall’INPS e la certificazione di “handicap grave” della legge 104. Così come una persona con una percentuale di invalidità inferiore al 100% potrebbe invece vedersi riconosciuta la situazione di “handicap grave”.

Nel caso di mancato rilascio della certificazione di “handicap grave”, entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, è possibile presentare un certificato rilasciato da un medico specialista nella patologia denunciata in servizio presso la ASL, che attesti la situazione di gravità (d.l. n. 324/1993 convertito in legge n. 423/1993 – circ. n. 32/2006). Questo documento prende il nome di “Certificazione provvisoria”. Completato questo iter, il malato oncologico potrà godere di tutti i diritti previsti per i disabili e familiari che lo assistono previsti dalla Legge 104.

E per le donne con cancro metastatico come noi? E’ necessaria una revisione periodica nel nostro caso della 104? Non lo so, ho provato a cercare un po’ su internet e ho chiesto a una “collega”: io, personalmente, avendo altri acciacchi, non sono soggetta a queste revisioni, ma lei sì. Forse dipende dalle commissioni. Di certo c’è che è proprio difficile reperire queste informazioni.

Riporto di seguito altre informazioni importanti.

Agevolazioni fiscali ed esenzioni – Il malato di cancro ha diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto, nonché per le eventuali complicanze, la riabilitazione e la prevenzione di ulteriori aggravamenti (D. M. Sanità 329/1999). Il codice identificativo delle patologie tumorali è lo 048; il medico di base è tenuto ad indicarlo sulle impegnative.

Ausili – È possibile ottenere gratuitamente ausili protesici e/o ortopedici, se il medico specialista prescrive un ausilio che rientra nel Nomenclatore tariffario. In caso contrario, tali ausili vanno acquistati e sono sottoposti, a seconda dei casi, all’Iva al 20% o al 4%. Se l’invalidità è pari al 100%, è prevista l’agevolazione Iva al 4%.

Alle donne operate al seno, il Servizio Sanitario Nazionale, secondo la legge finanziaria per l’anno 1998, fornisce gratuitamente, a semplice richiesta corredata da idonea documentazione, la protesi mammaria esterna. In seguito alla modifica apportata dal D.L. 321 G.U. n. 183/2001, non è più necessaria la preventiva richiesta di invalidità civile.

Resta aperto tutto il capitolo di chi non è una lavoratrice dipendente, e non ha quindi diritto alla 104. Un’ingiustizia, anche questa, da combattere

 

 

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