Chemioterapia tumore al seno: come richiedere l’indennità di invalidità civile

 

La paziente che si sottopone a chemioterapia per la cura del tumore al seno può ottenere il riconoscimento di alcuni diritti

  • Esenzione 048 (che permette di usufruire di prestazioni gratuite attraverso il Servizio Sanitario Nazionale; il codice 048 identifica i pazienti oncologici).
  • Indennità di invalidità civile ed eventualmente di accompagnamento. L’indennità di invalidità civile viene riconosciuta di diritto alle pazienti che si sottopongono a chemioterapia: attraverso un procedimento accelerato, la commissione ASL assegna al soggetto interessato il 100% di invalidità civile (temporaneo, dopo circa due anni vi sarà una visita di revisione) e i benefici previsti della legge 104/1992 (qui tutti i diritti per coloro che usufruiscono della 104). Per poter richiedere l’indennità di invalidità civile ci si può rivolgere ad un Caf (patronato), che sarà di supporto in tutte le fasi del procedimento e che si occuperà di inoltrare telematicamente la richiesta agli uffici dell’INPS. Prima di rivolgersi al patronato però, è necessario possedere il certificato medico che attesti la patologia e lo stesso certificato deve essere inviato, sempre telematicamente, dal medico che lo sottoscrive (ci si può rivolgere anche al medico di famiglia, che lo compila grazie alla documentazione rilasciata dagli oncologi). Una volta in possesso del certificato medico e di tutta la documentazione clinica, il Caf inoltrerà la richiesta all’INPS. Dopo breve tempo si verrà chiamati per la visita medica presso gli uffici ASL di competenza, che decideranno sull’idoneità del paziente ad usufruire di indennità di invalidità civile ed eventualmente di accompagnamento (per quanto riguarda l’indennità di invalidità civile, si tratta di un assegno mensile di circa 280 euro). Infine, qualora la chemioterapia comporti caduta dei capelli e si proceda con l’acquisto di una parrucca, il costo della stessa  si può detrarre del 19% nella dichiarazione dei redditi, a condizione che rispetti i principi contenuti nel decreto legislativo 46/1997 (parrucca messa in commercio come dispositivo medico atto a rimediare a danno estetico e al disagio psicologico del paziente).

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