Tumore al seno: diagnosi precoce, sintomi e tutto quanto c’è da sapere

La forma tumorale più frequente nelle donne, in Italia è il tumore al seno. Ben trentasettemila nuovi casi all’anno!
Prima delle cure, la strada per debellare il cancro al seno è la diagnosi precoce. Questo perché l’individuazione e l’identificazione del tumore, quanto prima avviene tante più speranze di guarigione e di sopravvivenza lascia.
Cerchiamo di conoscere meglio il nemico per poterlo fronteggiare con la speranza di poterla avere vinta.
Come tutti sappiamo il corpo umano è costellato di ghiandole, alle quali sono affidate varie funzioni vitali per il nostro organismo. Nel corpo di una donna un importante insieme di strutture ghiandolari è situato e costituisce il seno. È la disfunzione di alcune cellule delle ghiandole mammarie, che può provocare il tumore al seno, moltiplicandosi in modo errato ed incontrollato fino a trasformarsi in cellule cancerose.
Il tumore al seno non si sviluppa sempre in modo uguale; esistono invece molte varianti, oltre quella principale che distingue il cancro maligno da quello benigno.
Posto che anche il cancro benigno deve essere sottoposto, se diagnosticato, a controlli periodici, cerchiamo di focalizzarci sull’analisi della casistica più preoccupante: il cancro maligno.
Quest’ultimo può essere maligno invasivo, detti carcinoma duttale e lubulare, o maligno non invasivo, dette neoplasia duttale intraepiteliale e neoplasia lubulare intraepiteliale.
Esiste inoltre una scala di gravità del tumore, che viene classificato in cinque stadi, dall’insorgenza alle forme di cancro maggiormente metastalizzato. L’ultimo stadio, il quinto e più grave, è caratterizzato dalla presenza, in altri organi, di metastasi diffuse.
Ecco quindi il reale valore della diagnosi precoce: le speranze di sopravvivenza infatti sono inversamente proporzionali allo stadio di avanzamento del tumore. Quando il cancro maligno al seno è diagnosticato ai suoi esordi, ovvero al primo stadio, le stime di sopravvivenza sono del 98%.
Questa è la ragione per cui la prevenzione resta la prima e principale cura del cancro alla mammella: la più semplice, la meno invasiva, e soprattutto la più efficace, prima di chemioterapia e radioterapia ed intervento.
Come prevenire il problema, con consapevolezza e coscienza, ma senza farsi prendere da paranoie ingiustificate? La prima risposta è: conoscere il proprio corpo. Le alterazioni che devono immediatamente suggerirci di ricorrere agli accertamenti dello specialista sono: la comparsa di un nodo nel seno o sotto l’ascella, la variazione di forma della mammella, l’asimmetria del seno (attenzione, l’asimmetria di ogni singolo seno. La differenza di grandezza o di forma tra un seno e l’altro è invece da ritenere perfettamente normale), l’irritazione e l’arrossamento della pelle e del capezzolo.
Segnale ulteriore che deve spingerci ad effettuare controlli clinici specifici è la perdita di sangue o di altre secrezioni dal capezzolo.
Conoscendosi e tenendosi costantemente monitorate, è più semplice ed immediato riconoscere le eventuali anomalie.
Un’attenta visita effettuata da un esperto senologo è alla base di un corretto monitoraggio del seno; ad essa è però indispensabile affiancare, in primis, l’ ecografica e, se richiesto dallo specialista, anche l’esame radiologico. Questi strumenti diagnostici sono gli unici che possono diagnosticare con certezza l’esistenza o meno di un cancro al seno. In presa di un nodulo sospetto si attuerà poi una biopsia per determinare se benigno o maligno, assegnando lo stadio di maturazione del problema.
Quali curve esistono per il cancro al seno?
Le principali opzioni terapeutiche sono la rimozione del nodulo attraverso intervento chirurgico, la radioterapia (bombardamenti di onde radio) e la chemioterapia. Mentre il primo intervento prevede la rimozione dell’area aggredita dal tumore, radioterapia e chemio, non sempre necessari, servono a ridurre la probabilità di insorgenza di altri future metastasi.

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