Alimentazione e Tumori: Cosa c’è di nuovo ?

Convegno organizzato da ANDOS PARMA onlus in collaboraizone a Movimento Nuovi Consumatori

SABATO 9 MARZO 2013 ore 9,30 presso Hotel Parma & Congressi (Fraore – Parma)

Interverranno:
– ANNA VILLARINI (Biologa nutrizionista, Fondazione Istituto Nazionale Tumori di Milano)
– ANNA D’EUGENIO (Medico Nutrizionista, Direttore Scientifico “SPESALFA”)
– GIOVANNI ALLEGRO (Chef- Insegnante presso Cascina Rosa (Istituto nazionale Tumori Milano))

moderatore
– ANGELO FRANZE (Specialista in Gastroenterologia, Medicina Interna, Radiologia e Scienze dell’Alimentazione)

Evento accreditato ECM
Aperto a tutta la cittadinanza

Per informazioni
tel. 0521 981954 / cell.3391938853
andos.parma@gmail.comhttp://www.andos.parma.com

Di seguito abstract dei relatori:

ANNA VILLARINI
Il cibo, la nutrizione, l’attività fisica e la prevenzione del cancro: una prospettiva globale.
Perché nasca un tumore, occorre che una cellula accumuli una serie di danni ai sistemi di controllo della sua capacità di riprodursi (che sono scritti nel DNA) e che trovi un ambiente favorevole alla sua moltiplicazione incontrollata. In alcuni casi i danni al DNA che facilitano lo sviluppo dei tumori vengono ereditati dai genitori, ma nella maggior parte dei casi sono causati da sostanze cancerogene, radiazioni, o virus. L’alimentazione può giocare un ruolo importante in tutte le fasi del processo di cancerogenesi, dall’esposizione a cancerogeni ambientali, alla modulazione della dose interna, la riparazione dei danni al DNA, l’attivazione di meccanismi di morte cellulare programmata, la trasduzione del segnale di vari fattori di crescita, alla modifica della biodisponibilità di ormoni steroidi, insulina e fattori di crescita insulinosimili, che possono favorire la progressione del clone neoplastico. Alla luce delle conoscenze attuali il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), la cui missione è di promuovere la prevenzione primaria dei tumori attraverso la ricerca e la divulgazione della conoscenza sulle loro cause, ha concluso una grande opere di revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori.
Queste le raccomandazioni:
•Mantenersi snelli per tutta la vita.
•Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni. E’ sufficiente un impegno fisico pari a una camminata veloce per almeno mezz’ora al giorno.
•Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate. Sono generalmente ad alta densità calorica i cibi industrialmente raffinati, precotti e preconfezionati, che contengono elevate quantità di zucchero e grassi, quali i cibi comunemente serviti nei fast food.
•Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un’ampia varietà di verdure non amidacee e di frutta. Sommando verdure e frutta sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (per circa 600g); si noti fra le verdure non devono essere contate le patate.
•Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate. Le carni rosse comprendono le carni ovine, suine e bovine, compreso il vitello. Non sono raccomandate, ma per chi è abituato a mangiarne si raccomanda di non superare i 500 grammi alla settimana. Le carni conservate comprendono ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel.
•Limitare il consumo di bevande alcoliche. Non sono raccomandate, ma per chi ne consuma si raccomanda di limitarsi ad una quantità pari ad un bicchiere di vino (da 120 ml) al giorno per le donne e due per gli uomini, solamente durante i pasti
•Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Evitare cibi contaminati da muffe.
•Assicurarsi un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali attraverso il cibo. L’assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del cancro è invece sconsigliata.
•Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi.
•Nei limiti dei pochi studi disponibili sulla prevenzione delle recidive, le raccomandazioni per la prevenzione alimentare del cancro valgono anche per chi si è già ammalato.
•COMUNQUE NON FARE USO DI TABACCO

ANNA D’EUGENIO
Il trattamento nutrizionale del paziente oncologico varia molto a seconda che ci si trovi durante la chemioterapia o nei periodi pre o post diagnosi, in questo ultimo caso la nutrizione può svolgere un ruolo principalmente preventivo.
In qualunque momento si assista questo paziente, l’obiettivo comune nell’ approcio nutrizionale è la regolarizzazione dell’escrezione insulinica, strada maestra per migliorare il benessere dell’organismo sia a medio che a lungo termine.
Mentre nella prevenzione la dieta deve avere come obiettivo prioritario la riduzione dello stato infiammatorio, durante il trattamento chemioterapico l’organismo va soprattutto sostenuto a causa della condizione di intossicazione organica legata al trattamento farmacologico.
Il processo infiammatorio, sostenuto ed indotto dall’insulina, è un meccanismo che il corpo utilizza come sistema di protezione e che, se sfruttato in un tempo breve, risulta essere anche utile all’organismo.
In questa fase più che mai, la dieta va bilanciata sulla storia clinica del soggetto e sulla capacità funzionale dei suoi organi di gestire e metabolizzare i farmaci introdotti.
La conoscenza dello stato di un organo attraverso la semeiotica clinica e la comprensione del metabolismo farmacologico spiega un nuovo modo di pensare la nutrizione nel paziente oncologico finalizzato all’utilizzo degli alimenti in un’ottica di stimolo delle funzioni organiche e non solo per la ricchezza dei loro contenuti.

GIOVANNI ALLEGRO
Oggi sappiamo che l’alimentazione può influenzare l’insorgenza dei tumori attraverso numerosi meccanismi. Oltre alla scelta degli alimenti, anche la preparazione del cibo può contribuire a peggiorare o migliorare la sua capacità di svolgere un ruolo importante nella prevenzione.
Ecco alcuni esempi di meccanismi che influenzano il potenziale preventivo nella scelta e preparazione di una ricetta:
•la presenza di sostanze cancerogene nei cibi (ad esempio microtossine che si formano nella conservazione dei cereali ed altri alimenti conservati in ambienti caldo-umidi; nitrosammine che si formano nella conservazione di cibi proteici in presenza di nitriti; residui di pesticidi)
•la formazione di sostanze cancerogene nella cottura, specie ad alte temperature
•le tecniche di cottura, che di fatto comportano una modulazione delle sostanze pro-ossidanti che favoriscono la produzione di radicali liberi e di sostanze antiossidanti con l’effetto opposto
•una migliore utilizzazione di sostanze (attivatori di enzimi di fase II ed inibitori di enzimi di fase I) che favoriscono l’eliminazione delle sostanze tossiche (ad es. i glucosinolati delle crucifere, la quercitina delle cipolle)
•presenza/assenza di sostanze che stabilizzano il DNA (aglio, crocifere, fibre vegetali), o che funzionano come inibitori dell’angiogenesi (ad esempio i polifenoli del tè verde, gli isoflavoni della soia, curcumina, quercetina, resveratrolo, estratti d’aglio, e la quantità di cibo), oppure ancora come promotori dell’apoptosi (crocifere, omega-3, curcumina, capsicaina, vanillina, EGCG, resveratrolo, licopene)
•quantità di cibi contenenti precursori di prostaglandine proinfiammatorie (acido arachidonico) o antinfiammatorie e antiproliferative (EPA del pesce, acido gamma-linolenico di alcuni oli vegetali).
Le relazione tratterà quindi i criteri di composizione equilibrata di un menu e gli aspetti tecnici della cucina che è necessario conoscere per creare, attraverso la scelta e la preparazione del cibo, le basi di una buona salute.

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