La chemioterapia durante la gravidanza non nuoce al bambino

 

da Redazione MolecularLab.it del 7 Novembre 2011

 

Uno studio presentato ad un congresso oncologico multidisciplinare, lo sviluppo dei processi mentali dei bambini ed il normale funzionamento del cuore rimangono intatti

Le donne che s i sono sottoposte a chemioterapia durante la gravidanza non devono preoccuparsi che questo trattamento abbia potuto far male al loro bambino, è quanto suggerisce una nuova ricerca condotta in Europa. S

cienziati in Belgio, Repubblica Ceca e Paesi Bassi hanno scoperto che lo sviluppo dei processi mentali dei bambini e il normale funzionamento del cuore rimangono intatti. I risultati dello studio sono stati presentati al recente Congresso europeo multidisciplinare sul cancro a Stoccolma, in Svezia.

“Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che bambini di 18 mesi e oltre sono stati visitati dopo la chemioterapia durante la gravidanza – dice il professor Frederic Amant dell’Ospedale universitario di Lovanio in Belgio – e le notizie sono rassicuranti rispetto agli effetti della chemioterapia sui risultati cognitivi e cardiaci.”

Continua spiegando che 47 dei 70 bambini nati da 68 gravidanze sono nati prematuri, ma è stato questo piuttosto che la chemioterapia a influenzare lo sviluppo cognitivo dei bambini.

Lavorando insieme ai colleghi della Repubblica Ceca e dei Paesi Bassi, il professor Amant ha cominciato a selezionare bambini per lo studio nel 2005. I bambini erano nati nei periodi che vanno dal 1991 al 2004 e dal 2005 al 2010 e avevano un’età compresa tra i 18 mesi e i 18 anni. Il team ha visitato i bambini alla nascita e poi di nuovo all’età di 18 mesi, 5 – 6 anni, 8 – 9 anni, 11 – 12 anni, 15 – 16 anni e 18 anni. Gli scienziati hanno tenuto sotto controllo la salute dei bambini per un periodo di 2 anni: alcuni bambini sono stati controllati anche fino a 18 anni.

Durante la gravidanza, le 68 donne cui erano state diagnosticati diversi tipi di cancro sono state curate con chemioterapia, da sola o in associazione a radioterapia o chirurgia o a entrambe. Il cancro al seno era il più comune, con 35 donne affette, seguito da cancri ematologici come leucemia e linfoma (18 donne), cancro alle ovaie (6 donne), cancro della cervice (4 donne) e altri tipi come cancro al cervello, della pelle, colorettale, nasofaringeo e sarcoma di Ewing (cancro delle ossa o del tessuto molle). Il team ha raccolto informazioni sulle cure e sull’anamnesi delle madri. Quindi ha valutato la salute generale dei bambini, insieme al loro rendimento scolastico e nello sport, se presente. È stata presa in considerazione anche la situazione sociale della famiglia. I ricercatori hanno valutato lo sviluppo dei processi mentali dei bambini esaminando specificamente l’intelligenza, la memoria verbale e non verbale, la memoria lavorativa, l’attenzione e le funzioni esecutive (per es.quanto bene i bambini potevano controllare e regolare altre abilità e comportamenti). Ai genitori è stato chiesto di riempire un questionario sui problemi comportamentali ed emotivi del bambino. “I nostri risultati finora suggeriscono che i bambini che sono s tat i espost i a l l a chemioterapia prima della nascita sembrano stare bene quanto gli altri bambini e che il trattamento non influenza lo sviluppo dei processi mentali o il funzionamento del cuore nei bambini che abbiamo seguito per in media 22 mesi,” dice il professor Amant. “Crediamo che questi risultati ci permettano di fare una raccomandazione sulla chemioterapia durante la gravidanza: le donne incinte malate di cancro non devono ritardare le cure per il cancro o interrompere la gravidanza. I benefici della chemioterapia per le madri superano i potenziali danni a lungo termine per i bambini.” Ma sottolinea che bisogna fare di tutto perché la gravidanza arrivi a termine, almeno 37 settimane, visto che i risultati suggeriscono che i bambini soffrono di più a causa della nascita prematura che per la chemioterapia prenatale. “Alle donne incinte che sono sottoposte a chemioterapia spesso viene indotto il parto dal momento in cui il feto è vitale, anche se non è maturo,” dicono i ricercatori belgi. “I nostri risultati suggeriscono che questo si dovrebbe evitare.”

Commentando i piani per il futuro, il professor Amant dice: “A questo punto non conosciamo le conseguenze complete a lungo termine della chemioterapia prenatale, come per esempio il suo effetto sulla fertilità dei bambini e sulle probabilità di sviluppare forme di cancro quando crescono. Per questo motivo, stiamo portando avanti questa collaborazione internazionale per continuare a seguire più bambini per periodi più lunghi.”

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