Cancro al Seno: il progetto prosegue …

 

 

da Molecularlab.it, Fonte: Cordis del 11 Novembre 2011

 

 

Un progetto paneuropeo che mira a studiare due sottotipi difficilmente trattabili di cancro al seno può ormai dirsi a buon punto.

Il cancro al seno è la forma tumorale più diffusa nelle donne europee, con un’incidenza stimata di 450.322 casi nel 2008, e quella con il più alto tasso di mortalità femminile. Complessivamente, il 70,5% delle donne con una diagnosi di carcinoma alla mammella tra il 1995 e il 1999 è sopravvissuto per soli cinque anni.  Studi recenti hanno permesso di individuare almeno cinque sottotipi, ognuno dei quali richiede un diverso trattamento.

Nel corso dei cinque anni del progetto, finanziato con quasi 6 milioni di euro nell’ambito del tema “Salute” del Settimo programma quadro (7oPQ) dell’UE, i ricercatori studieranno due sottotipi difficilmente trattabili di carcinoma alla mammella che rappresentano un quarto di tutti i casi:

  • il carcinoma lobulare infiltrante (ILC), un tipo di cancro che ha origine nei lobuli della mammella e rappresenta il 10% circa dei casi
  • il tumore mammario triplo negativo (TN), un sottotipo che non esprime i recettori per gli estrogeni, il progesterone e l’HER2 e rappresenta il 15% circa dei casi.

Dall’avvio del progetto nel gennaio 2011, i partner di RATHER (Rational Therapy for Breast Cancer: Individualized Treatment for Difficult-to-Treat Breast Cancer Subtypes), nato da università e piccole e medie imprese (PMI) di Irlanda, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito, si sono concentrati sull’avvio di studi clinici per farmaci in grado di inibire le chinasi (enzimi responsabili della segnalazione cellulare) in alcuni sottotipi di carcinoma alla mammella.

I partner del progetto RATHER mirano a comprendere più a fondo questi tipi di cancro applicando tecniche di indagine all’avanguardia a 300 campioni clinici di pazienti che ne sono affette. I campioni saranno attentamente esaminati impiegando un ampio ventaglio di piattaforme tecnologiche con l’obiettivo di identificare le differenze fondamentali tra i vari tipi di tessuto mammario infetto. La speranza è che alcune di queste differenze si rivelino la causa primaria della patologia e possano dunque essere il target di nuovi farmaci.

Quando la causa di una patologia è nota, infatti, gli scienziati hanno più probabilità di sviluppare un trattamento efficace.

Gli scienziati di RATHER esamineranno da vicino le chinasi, enzimi sospettati di avere un ruolo in entrambi i sottotipi di cancro. Poiché sono coinvolte sia università sia aziende, qualunque scoperta potrà essere rapidamente trasformata in strumenti da utilizzare negli studi clinici sul carcinoma della mammella. L’équipe ha già condotto studi pilota per verificare che i metodi adottati forniscano campioni di qualità sufficiente per ogni piattaforma tecnologica e ha concordato e adottato metodi standardizzati per la preparazione e l’invio dei campioni clinici. Un principio chiave del progetto è l ‘armonizzazione: l ‘équipe spera che armonizzando le proprie metodologie sarà in grado di raffrontare le scoperte sperimentali effettuate dalle varie organizzazioni, un aspetto chiave per l’individuazione di un trattamento.  A tale scopo, RATHER utilizza una banca dati comune, i cui dati saranno ampiamente accessibili al pubblico.

I partner del progetto lavorano inoltre in stretta collaborazione con l’Istituto europeo di bioinformatica tramite la comune partecipazione a EUROCANPLATFORM, un progetto finanziato dall’UE che ha ricevuto 12 milioni di euro nell’ambito del 7oPQ.  L’obiettivo fondamentale è razionalizzare ogni aspetto della ricerca sul cancro in Europa, dalla ricerca di base agli studi clinici e preclinici.  Partecipando a EUROCANPLATFORM, l’équipe di RATHER si assicura che il proprio database possa fungere da risorsa per la comunità scientifica europea per molti anni a venire.

Nel prossimo futuro, i ricercatori prevedono di completare l’analisi dei campioni tissutali e la valutazione iniziale dei dati risultanti. Una volta completata questa fase, i dati di ogni partner del progetto saranno integrati e sottoposti a esame incrociato, con l’obiettivo di individuare mutazioni genetiche chiave o altri processi molecolari anomali che prevedano un ruolo delle chinasi nei carcinomi mammari ILC e TN.

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