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		<title>Come ordinare alle cellule cancerose di spegnersi o morire &#8230;</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/02/21/come-ordinare-alle-cellule-cancerose-di-spegnersi-o-morire/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; da Medical News Today Il corpo umano vive grazie a dei segnali elettrici. Tali segnali  “dicono” alle cellule di agire, sopravvivere, crescere e morire. E a volte dicono anche di diventare cancerose. Per questo, individuando il metodo di controllare questi segnali, si può ordinare alle cellule cancerose di spegnersi, o morire. E’ quanto sperano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1441&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>da <em>Medical News Today</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il corpo umano vive grazie a dei segnali elettrici.</p>
<p style="text-align:justify;">Tali segnali  “dicono” alle <strong>cellule</strong> di agire, sopravvivere, crescere e morire. E a volte dicono anche di diventare <strong>cancerose</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo, individuando il metodo di controllare questi segnali, <strong><span style="color:#ff6600;">si può ordinare alle cellule cancerose di spegnersi</span></strong>,<strong><span style="color:#ff6600;"> o morire</span></strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ quanto sperano di fare al <strong>Cancer Center dell’Università del Colorado</strong> dove affermano di aver trovato il modo di spegnere l’interruttore <em>TGF-beta</em> che sta alla base del carcinoma mammario</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo quanto pubblicato sulla rivista <em>Oncogene</em>, un programma embrionale permette al tumore di “tornare indietro”. Il meccanismo parte sin dalla nascita. All’inizio dello sviluppo umano noi dipendiamo da un fattore di trascrizione chiamato <em>SIX1</em> che serve per creare la crescita e la proliferazione cellulare, evidente con la normale crescita del corpo. Una volta che il bambino è diventato adulto, questo iter viene come “disattivato” nella maggior parte delle cellule SIX1 in quanto non ha più bisogno di una crescita così esponenziale, e così questo fattore va a “dormire” nel nostro genoma.</p>
<p style="text-align:justify;">In molti tumori il fattore SIX1 viene svegliato, attivando interruttori come il TGF-beta e provocando i <strong>tumori</strong>. Ma in natura per ogni elemento c’è il suo opposto che serve per mantenere l’equilibrio, e questo è stato individuato in piccole molecole chiamate <em>microRNA </em>che regolano l’attività dei geni. In questo caso, <strong><span style="color:#ff6600;">attivando il microRNA, si spegne il SIX1 che</span></strong> <strong><span style="color:#ff6600;">a sua volta blocca il TGF-beta che ferma la crescita delle cellule</span></strong>, ed incoraggia invece la migrazione delle nuove cellule in altri tessuti.</p>
<p style="text-align:justify;">L’idea dei ricercatori ora è di creare un <strong>farmaco</strong> in grado di attivare il microRNA, in modo da poter controllare l’invio dei segnali di accensione/spegnimento, come un normale interruttore, delle cellule, in modo da bloccare la proliferazione del <strong>cancro</strong> sul nascere. L’individuazione di questo meccanismo dovrebbe funzionare con il più comune trai tumori mammari, ma in linea di principio potrebbe funzionare anche con tutte le altre neoplasie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1441/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1441/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1441&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Exemestano: effetti sulle ossa. Il farmaco viene usato per il tumore al seno</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/02/13/exemestano-effetti-sulle-ossa-il-farmaco-viene-usato-per-il-tumore-al-seno/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:55:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Uno studio pubblicato su “Lancet”  si è soffermato sugli effetti del farmaco sulla densità ossea dell’exemestano, un inibitore dell’aromatasi che viene usato principalmente per il trattamento del carcinoma mammario avanzato nelle donne in stato di post-menopausa sulla densità ossea. Una ricerca però presentata al congresso mondiale di oncologia a Chicago recentemente avrebbe messo in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1437&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno <a title="Lancet articolo exemestane" href="http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(11)70389-8/fulltext">studio pubblicato su “Lancet”</a>  si è soffermato sugli effetti del farmaco sulla densità ossea dell’<strong>exemestano</strong>, un inibitore dell’aromatasi che viene usato principalmente per il trattamento del carcinoma mammario avanzato nelle donne in stato di post-menopausa sulla densità ossea. Una ricerca però presentata al congresso mondiale di oncologia a Chicago recentemente avrebbe messo in evidenza anche l’<strong>efficacia preventiva</strong> del farmaco somministrato su circa 4500 donne tutte con fattori di rischio. Il farmaco sarebbe in grado di ridurre di circa il 65% il richio di tumore al seno. Secondo la ricerca pubblicata su Lancet le donne che assumono exemestano dovrebbe sottoporsi ad un controllo frequente delle ossa e soprattutto valutare un maggiore apporto di calcio e vitamina D. Infatti dopo due anni di trattamento con Exemestane la densità minerale presente nelle ossa tende a diminuire provocando la riduzione della massa ossea e aumentando di conseguenza il rischio di fratture.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1437/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1437&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tumori: in post-menopausa rischio di morte alto per cancro a seno</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/02/08/tumori-in-post-menopausa-rischio-di-morte-alto-per-cancro-a-seno/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160;   (AGI) &#8211; Londra, 7 Febbraio 2012 Tra le donne in post-menopausa con cancro al seno, l&#8217;aumento dell&#8217;eta&#8217; e&#8217; stato associato a un piu&#8217; alto rischio di morte, secondo uno studio dell&#8217;Universita&#8217; di Leiden, nei Paesi Bassi, pubblicato su Jama. L&#8217;indagine ha coinvolto 9.766 pazienti arruolate tra gennaio 2001 e gennaio 2006. Il test [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1435&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>  (AGI) &#8211; Londra, 7 Febbraio 2012</p>
<p><strong>Tra le donne in post-menopausa con cancro al seno, l&#8217;aumento dell&#8217;eta&#8217; e&#8217; stato associato a un piu&#8217; alto rischio di morte</strong>, secondo uno studio dell&#8217;Universita&#8217; di Leiden, nei Paesi Bassi, pubblicato su Jama.</p>
<p>L&#8217;indagine ha coinvolto 9.766 pazienti arruolate tra gennaio 2001 e gennaio 2006.</p>
<p>Il test classificava l&#8217;eta&#8217; della diagnosi in tre categorie:</p>
<ul>
<li>meno di 65 anni (5.349 pazienti)</li>
<li>da 65 a74 anni (3.060 pazienti)</li>
<li>75 anni o piu&#8217; anziane (1.357 pazienti)</li>
</ul>
<p>Il totale di decessi rilevato al termine dell&#8217;indagine e&#8217; stato di 1.043.</p>
<p>Il numero di morti e&#8217; stato</p>
<ul>
<li>391 (7,3 per cento) tra le pazienti di eta&#8217; inferiore ai 65 anni</li>
<li>341 (11,2 per cento) tra le pazienti di eta&#8217; compresa tra i 65 e i 74 anni</li>
<li>311 (22,9 per cento) tra le intervistate di 75 anni o piu&#8217; anziane.<br />
 </li>
</ul>
<p>L&#8217;incidenza cumulativa di morte per cancro al seno e&#8217; risultata aumentata del 5,7 per cento (meno 65 anni), del 6,3 per cento (65 &#8211; 74 anni) e dell&#8217;8,3 per cento (75 anni o piu&#8217;). L&#8217;aumento dell&#8217;eta&#8217; e&#8217; stato associato a un minor numero di decessi per cancro al seno anche in proporzione alla morte avvenuta per cause differenti (meno di 65 anni, il 77,5 per cento; 65-74 anni, 56,3 per cento; 75 anni o piu&#8217; anziani, 36,3 per cento).</p>
<p><strong>I dati sottolineano la necessita&#8217; di sviluppare trattamenti specifici sull&#8217;eta&#8217; delle pazienti con cancro alla mammella</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1435/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1435/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1435&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Nanotecnologie: nuova frontiera delle terapie oncologiche</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/02/06/nanotecnologie-nuova-frontiera-delle-terapie-oncologiche/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:54:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Sono le nanotecnologie la nuova frontiera delle terapie oncologiche oggi vengono già utilizzate contro il tumore al seno e se ne studia l’efficacia anche contro altre importanti forme tumorali come il tumore del pancreas. Cresce in Italia l’incidenza del tumore al seno, ma aumentano le risorse terapeutiche innovative a disposizione dei medici grazie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1431&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em><span style="color:#ff6600;"><strong>Sono le nanotecnologie la nuova frontiera delle terapie oncologiche</strong></span></em></h2>
<p><strong><em>oggi vengono già utilizzate contro il tumore al seno e se ne studia l’efficacia anche contro altre importanti forme tumorali come il tumore del pancreas.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cresce in Italia l’incidenza del tumore al seno</strong>, ma <strong>aumentano le risorse terapeutiche innovative</strong> a disposizione dei medici grazie alle quali,<strong> insieme a screening sempre più diffusi e alla diagnostica di avanguardia, stanno radicalmente cambiando qualità e aspettativa di vita delle donne colpite dalla malattia.</strong></p>
<p>Oggi il traguardo della sopravvivenza a 5 anni è raggiunto da oltre l’85% delle pazienti. Un risultato importante se si considerano i circa 40.000 nuovi casi di tumore al seno che si registrano ogni anno in Italia. La Campania è al primo posto per incidenza nel Sud d’Italia, con più di 3.200 nuove diagnosi l’anno.</p>
<p><strong>Una delle frontiere più avanzate nella lotta al tumore al seno è rappresentata dalle nanotecnologie applicate al</strong> <strong>trattamento clinico della neoplasia mammaria avanzata</strong>: modello di questa evoluzione è <strong>nabTM</strong> <strong>paclitaxel</strong>, un farmaco innovativo che coniuga un principio attivo di efficacia antitumorale comprovata, il <strong>paclitaxel</strong>, con una tecnologia d’avanguardia basata sulle <strong>nanoparticelle</strong>.</p>
<p><strong>Rispetto alla chemioterapia classica, questo farmaco aumenta significativamente i tassi di risposta e la sopravvivenza delle pazienti.</strong></p>
<p>Di queste e altre evidenze cliniche discutono da oggi e per due giorni a Napoli i più importanti oncologi italiani che partecipano al Workshop “<strong>Nanotecnologie nella pratica clinica: carcinoma della mammella, ma non solo</strong>”, un meeting dedicato a esplorare i nuovi scenari resi possibili dall’impiego delle nanotecnologie non solo contro il tumore al seno ma anche nella terapia di altre importanti neoplasie, come il tumore al pancreas, ai polmoni, alle ovaie e all’epidermide.</p>
<p><strong>NabTM paclitaxel è la prima nanochemioterapia target per le pazienti con carcinoma mammario avanzato</strong>. Il suo innovativo meccanismo d’azione consiste nell’utilizzare l’ <strong>albumina come carrier naturale per veicolare il principio attivo direttamente nelle cellule tumoral</strong>i. Attraverso la piattaforma nabTM (Nanoparticle Albumine-Bound), il principio attivo si lega all’albumina in nanoparticelle, molecole con dimensione di 130 milionesimi di millimetro (nm), circa 100 volte più piccole di un globulo rosso. <strong>Grazie a questa azione più selettiva e mirata, si ottiene il rilascio nel sito tumorale del 49% in più di principio attivo rispetto alla chemioterapia tradizionale e si riducono gli effetti collaterali</strong>.</p>
<p>Ulteriore vantaggio di questa tecnologia è il fatto di non richiedere premedicazione e set speciali d’infusione, né i solventi normalmente in uso per i taxani. Le pazienti quindi possono evitare molti dei disturbi, spesso gravi e a volte permanenti, causati da tali prodotti e <strong>accorciare il tempo d’infusione a 30 minuti, contro le consuete 3 ore.</strong></p>
<p>Più efficacia e minore tossicità è quindi la prospettiva che si apre grazie all’impiego delle nanotecnologie. «NabTM paclitaxel non può essere considerato soltanto un altro taxano, ma <strong>è una vera chemioterapia target</strong>, che si configura come un trattamento altamente innovativo nel carcinoma mammario metastatico» dichiara Sabino De Placido, Professore ordinario di Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. «Rispetto al paclitaxel disciolto in solvente nelle pazienti sottoposte a terapia di seconda linea o oltre, le pazienti trattate con nabTM paclitaxel hanno raddoppiato il tasso di risposta complessivo (Overall Response Rate, ORR) e hanno visto significativamente aumentare il tempo di sopravvivenza globale (Overall Survival, OS) e il tempo alla progressione del tumore (Time To Tumor Progression, TTP)».</p>
<p>Ma le nanotecnologie stanno aprendo nuove speranze anche contro altre forme tumorali rispetto alle quali le terapie hanno avuto finora un raggio d’azione limitato, come il tumore al pancreas, una neoplasia con una prognosi tra le più infauste, con circa il 2% di sopravviventi a 5 anni.</p>
<p>È appena terminato uno studio clinico di Fase II che ha arruolato 67 pazienti affetti da carcinoma del pancreas avanzato non precedentemente trattato, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Oncology. NabTM paclitaxel, in combinazione con gemcitabina, ha rivelato un&#8217;importante attività antitumorale, valutata mediante Tomografia a Emissione di Positroni (PET).</p>
<p>Alla dose massima tollerata, la metà dei pazienti ha evidenziato una risposta al trattamento e la percentuale di controllo della malattia è stata quasi del 70%, con una sopravvivenza globale mediana pari a 12,2 mesi e con il 48% dei pazienti vivo dopo un anno.  <strong>La sopravvivenza aumenta significativamente nei pazienti con valori elevati del marker SPARC</strong>, una proteina che favorisce l’attività delle cellule tumorali ed è solitamente associata a sopravvivenza più breve: «Attraverso il suo peculiare meccanismo d’azione, nabTM paclitaxel è in grado di invertire il rapporto high-SPARC/minore sopravvivenza» – afferma il professor De Placido – «legandosi alla proteina presente nello stroma, il farmaco ne causa il collasso, incrementa la vascolarizzazione e dunque un migliore assorbimento della gemcitabina. Il risultato per i pazienti è un outcome migliore; inoltre, tale meccanismo rende possibile pensare a un uso personalizzato, specifico per ciascun caso».</p>
<p>A breve, la sperimentazione passerà alla Fase III, che vedrà arruolato un gruppo ben più ampio di pazienti. L’auspicio è che in un futuro quanto mai prossimo anche il tumore al pancreas possa diventare, come il tumore mammario, una malattia cronicizzabile, di modo che i pazienti di oggi saranno in grado di usufruire degli ulteriori avanzamenti della ricerca.</p>
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		<title>Mindfulness in rosa: ridurre lo stress nelle diagnosi di cancro al seno</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;   La diagnosi di cancro al seno porta con sé numerosi cambiamenti nella vita delle donne e delle loro famiglie: vengono compromesse la sfera sociale, fisica, funzionale ed emotiva. Anche quando le terapie si dimostrano efficaci e la situazione sembra rientrare, per alcune donne non è facile recuperare un equilibrio psicofisiologico. Le tecniche mente-corpo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1428&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong></strong> </p>
<p><strong>La diagnosi di cancro al seno porta con sé numerosi cambiamenti nella vita delle donne e delle loro famiglie: vengono compromesse la sfera sociale, fisica, funzionale ed emotiva</strong>. Anche quando le terapie si dimostrano efficaci e la situazione sembra rientrare, per alcune donne non è facile recuperare un equilibrio psicofisiologico.</p>
<p>Le tecniche mente-corpo possono, in questo delicato momento, supportare le donne operate al seno.</p>
<p>I dati di uno studio pubblicato sul Wester Journal of Nursing Research, condotto da un team di ricercatori della <strong>Sinclair School of Nursing dell’università del Missouri (USA)</strong>, sottolineano l’efficacia del protocollo <strong>Mindfulness Based Stress Reduction</strong> per migliorare la qualità della vita e la gestione dello stress nelle donne operate al seno.</p>
<p>La ricerca prevedeva un ciclo di otto sedute di gruppo, una parte del campione oltre al trattamento standard seguiva il protocollo MBSR.</p>
<p><strong><em>I benefici maggiori dopo il trattamento MBSR sono stati</em></strong>:</p>
<ul>
<li>abbassamento della pressione sanguigna;</li>
<li>rallentamento della frequenza respiratoria;</li>
<li>rallentamento del battito cardiaco;</li>
<li>miglioramento del tono dell’umore.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1428/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1428/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1428&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Matematica: un modello simula l’evoluzione del tumore del seno</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/02/02/matematica-un-modello-simula-levoluzione-del-tumore-del-seno/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Un modello matematico simula la formazione e l&#8217;evoluzione del tumore al seno ai primi stadi (carcinoma mammario) e la risposta della malattia ad un vaccino in fase di sperimentazione sui topi. Il lavoro si deve ai matematici Carlo Bianca del Politecnico di Torino e Marzio Pennisi dell&#8217;universita&#8217; di Catania ed e&#8217; descritto sulla [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1426&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Un modello matematico simula la formazione e l&#8217;evoluzione del tumore al seno ai primi stadi (carcinoma mammario) e la risposta della malattia ad un vaccino in fase di sperimentazione sui topi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il lavoro si deve ai matematici <strong>Carlo Bianca del Politecnico di Torino e Marzio Pennisi dell&#8217;universita&#8217; di Catania</strong> ed e&#8217; descritto sulla rivista Nonlinear Analysis: Real World Applications.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;obiettivo e&#8217; ottimizzare il protocollo vaccinale messo a punto dal gruppo di Pier Luigi Lollini, che insegna patologia generale all&#8217;universita&#8217; di Bologna.</p>
<p style="text-align:justify;">La nuova sfida dei matematici, osserva Bianca, e&#8217;  la derivazione di descrizioni matematiche (modelli) di fenomeni complessi della vita reale che siano qualitativamente e quantitativamente in linea con le osservazioni sperimentali.</p>
<p style="text-align:justify;">Il carcinoma mammario, che costituisce i primi stadi del tumore al seno, e&#8217;  &#8221;un sistema biologico complesso i cui attori sono le particelle, chiamate agenti, che interagendo tra loro e con l&#8217;ambiente esterno determinano comportamenti emergenti non previsti dallo studio delle singole particelle. Nel caso in esame le particelle sono costituite dalle cellule tumorali e dalle cellule del sistema immunitario che tentano di contrastare la crescita e la diffusione del tumore&#8221;. In questo caso i matematici hanno creato un modello su misura per il lavoro sul vaccino in corso all&#8217;universita&#8217; di Bologna. &#8216;<strong>&#8216;Il</strong> <strong>vaccino</strong> &#8211; ha spiegato Bianca &#8211; <strong>stimola le cellule del sistema immunitario e noi abbiamo costruito un modello matematico che riproduce la competizione nel sistema</strong>: se vince il tumore, se vince il sistema immunitario, o se vi e&#8217; una situazione di stallo dopo la quale uno dei due prenderà il sopravvento&#8221;. <strong>Il modello simula l&#8217;evoluzione nel tempo di una categoria di cellule: le cellule tumorali e le cellule vaccinali e da quattro tipi di cellule del sistema immunitario, le natural killer, i linfociti T helper, i linfociti T citotossici, gli anticorpi rilasciati dai linfociti B.</strong> Inoltre il modello introduce una variabile per i tempi di somministrazione del vaccino e per la quantita&#8217; di vaccino somministrato.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8221;Confrontando i nostri risultati con i dati dcon quelli della sperimentazione &#8211; ha concluso il ricercatore &#8211; abbiamo verificato che le nostre simulazioni sono in sintonia con gli esperimenti condotti sui topi e cio&#8217; puo&#8217; contribuire a calibrare la somministrazione e a individuare il migliore protocollo vaccinale da usare nei test riducendo tempi e risorse economiche&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1426/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1426&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Cancro al seno, la miglior difesa è all&#8217;interno del corpo</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/01/26/cancro-al-seno-la-miglior-difesa-e-allinterno-del-corpo/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:42:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Una ricerca dell&#8217;Università di Firenze ha evidenziato i vantaggi dell’attivare il sistema immunitario per combattere in modo «naturale» tumori e virus. Non è la prima volta che dall’Italia di mezzo vengono importanti scoperte nel campo della medicina e non è la prima volta che si punta ad attivare i meccanismi di autodifesa interni anziché [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1423&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Una ricerca dell&#8217;Università di Firenze ha evidenziato i vantaggi dell’attivare il sistema immunitario per combattere in modo «naturale» tumori e virus.</p>
<p>Non è la prima volta che <strong>dall’Italia di mezzo vengono importanti scoperte nel campo della medicina</strong> e non è la prima volta che si punta ad <strong>attivare i meccanismi di autodifesa interni </strong>anziché ricorrere all’aiuto dell’estraneo farmaco.<br />
<strong><br />
Una ricerca </strong>di un gruppo formato da Marco Ruggiero, Massimo Gulisano, Stefania Pacini, Tiziana Punzi e Gabriele Morucci, ricercatori dei Dipartimenti di Patologia e Oncologia Sperimentali e di Anatomia, Istologia e Medicina Legale <strong>dell&#8217;Università di Firenze </strong>pubblicata sull&#8217;ultimo numero della rivista Anticancer Research (&#8220;Effects of Vitamin D-binding Protein-derived Macrophage-activating Factor on Human Breast Cancer Cells&#8221;)<strong> ha messo in luce gli effetti benefici di una proteina sulle cellule del cancro del seno.</strong></p>
<p>Questa ricerca ha descritto<strong> gli effetti del GcMAF o attivatore dei macrofagi (cellule essenziali per la risposta immunitaria), sulle cellule del cancro della mammella femminile. </strong>Lo studio documenta che<strong> il GcMAF blocca la crescita delle cellule tumorali umane e ne ripristina l&#8217;aspetto e le funzioni fisiologiche.</strong></p>
<p>I ricercatori stanno <strong>ora</strong>  estendendo <strong>la ricerca alle cellule di leucemia umana e in altre patologie </strong>ove il sistema immunitario risulti compromesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1423/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1423/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1423&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Tumore al Seno: tutti i DISAGI della MALATTIA</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/01/26/tumore-al-seno-tutti-i-disagi-della-malattia/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Parlare di tumore al seno è già una tragedia in sé. Significa molte cose: lunghe cure, asportazione di una mammella, timore di metastasi … o peggio. Ma c’è di più. Ci sono tutti gli effetti “collaterali”, anche minimi, che questa malattia porta con sé, per attenzionare ai quali anche ANDOS PARMA da tempo si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1421&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Parlare di tumore al seno è già una tragedia in sé. Significa molte cose: lunghe cure, asportazione di una mammella, timore di metastasi … o peggio. Ma c’è di più. Ci sono tutti gli effetti “collaterali”, anche minimi, che questa malattia porta con sé, per attenzionare ai quali anche ANDOS PARMA da tempo si sta mobilitando.</p>
<p><strong>Il tumore al seno</strong>, infatti, non si manifesta solo lì dove è localizzato.<strong> Porta alla donna una serie di disturbi come: problemi di insonnia, disturbi sessuali, ansia e sbalzi di umore</strong>. Ma ha delle ripercussioni anche sulla <strong>menopausa che potrà essere anticipata</strong> di molti anni, portando vampate di calore, facile irritabilità e blocco del ciclo. Problemi meno importanti, naturalmente, che spesso vengono trascurati nella corsa contro il tempo e contro la malattia ma che sono <strong>una ulteriore croce da portare</strong>, per le donne che li subiscono.</p>
<p>Ecco perchè è importante prendere in esame anche questi “effetti collaterali”, e dare sostegno e sollievo, ove possibile, alle pazienti. A disposizione delle donne, presso la nostra associazione sono presenti fisiatri, ginecologi, psicologi. </p>
<p>Il tasso di sopravvivenza per chi contrae i <strong>carcinoma mammario</strong> è in aumento, ciononostante tra le pazienti più giovani, rispetto a quelle adulte, la <strong>qualità della vita si abbassa</strong> e lo stato psicologico peggiora.</p>
<p>A rilevarlo è uno studio condotto University of California, pubblicato dal <em>Journal of National Cancer Institute</em>.</p>
<p>Certo, contrarre un cancro non mette di buon umore, ma secondo gli studiosi sono le <strong>donne più giovani ad accusarne maggiormente le conseguenze</strong>. Aumentano di peso, fanno meno sport e rischiano maggiormente una condizione di sterilità e una menopausa precoce.</p>
<p><strong>Patricia Ganz</strong> &#8211; che dirige il dipartimento di Prevenzione Ricerca di Controllo del Cancro presso il Jonsson Comprehensive Cancer Centre della University of California a Los Angeles &#8211; se ne è occupata prendendo in esame tutti gli studi pubblicati negli ultimi 20 anni (1990-2010) per indagare sulla qualità della vita, sulle condizioni psichiche, sociali e di salute delle donne che hanno vinto la battaglia contro il <strong>cancro al seno</strong>.</p>
<p>Raffrontando le condizioni delle giovani con quelle delle più anziane la Ganz ha potuto constatare che le prime risultano più soggette a gravi patologie mentali e fisiche.</p>
<p>Nel corso della loro storia clinica le più giovani hanno infatti sofferto maggiormente di depressione rispetto alle donne over 50 anni che hanno condiviso con loro la stessa malattia, ma anche rispetto alle coetanee che il cancro non l&#8217;hanno avuto.</p>
<p>Nella casistica rilevata i problemi più frequenti sono stati la sterilità e i sintomi di una menopausa precoce. Secondo la Ganz la soluzione potrebbe risiedere nel mettere a punto un trattamento specifico per la cura del cancro al seno nelle giovani donne.</p>
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		<title>Statine inibiscono crescita cancro al seno</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/01/20/statine-inibiscono-crescita-cancro-al-seno/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; 19 Gennaio 2012 (AGI) &#8211; Washington, 19 gen. Le statine ipocolesterolemizzanti sembrano tenere a bada il tumore al seno in alcune pazienti. Almeno questo e&#8217; quanto emerso da una ricerca della Columbia University pubblicata sulla rivista Cell. I risultati suggeriscono anche che le mutazioni in un singolo gene possono essere usate per identificare i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1419&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>19 Gennaio 2012</p>
<p>(AGI) &#8211; Washington, 19 gen.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff6600;">Le statine ipocolesterolemizzanti sembrano tenere a bada il tumore al seno in alcune pazienti.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong></strong>Almeno questo e&#8217; quanto emerso da una ricerca della Columbia University pubblicata sulla rivista Cell.</p>
<p style="text-align:justify;">I risultati suggeriscono anche che le mutazioni in un singolo gene possono essere usate per identificare i tumori a maggiore probabilita&#8217; di risposta positiva alla terapia con statine.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8221;Potremmo identificare sottogruppi di pazienti i cui tumori possono rispondere alle statine&#8221;, ha spiegato l&#8217;autore dello studio <strong>Carol Prives della Columbia University</strong>. &#8221;Naturalmente non possiamo trarre delle conclusioni definitive fino a quando non ne sapremo di piu&#8221;&#8217;, ha precisato. Si tratta di uno studio clinico sulle statine nel carcinoma mammario basato sullo stato di mutazione del soppressore del tumore, p53. L&#8217;oncosoppressore p53 agisce nel regolare molti aspetti della proliferazione cellulare, in genere mettendo un freno alla crescita incontrollata. Piu&#8217; dell a meta&#8217; di tutti i tumori umani sono portatori di mutazioni nel gene p53. Molte di queste mutazioni non si limitano semplicemente a disturbare la normale funzione del p53, ma anche a dotare p53 di nuove funzioni che promuovono, invece di inibire, la formazione del cancro. &#8221;I topi senza p53 sviluppano il cancro e muoiono &#8211; ha spiegato Prives &#8211; ma quelli portatori di forme mutanti tumorali derivate del gene p53 si ammalano in maniera piu&#8217; aggressiva. Come queste forme mutanti di p53 agiscano in realta&#8217; e&#8217; una delle grandi domande della ricerca sul cancro&#8221;. La squadra di Prives promuove i suoi esperimenti proprio per risolvere questo mistero. E <strong>studiando cellule tumorali coltivate in un sistema artificiale che assomiglia alla struttura tridimensionale del seno umano, i ricercatori hanno scoperto che le cellule che trasportano p53 mutante crescono in modo disordinato e invasivo, caratteristica dei tumori al seno</strong>. Basandosi su quanto appurato da ulteriori studi che avevano tracciato le modifiche strutturali della via metabolica del mevalonato, importante per la sintesi del colesterolo e presa a bersaglio dalle statine per abbassarlo. <strong>Prives e il team hanno trattato le cellule p53 mutanti con le statine, e le cellule hanno bloccato il comportamento disorganizzato e la crescita invasiva</strong>. Dall&#8217;analisi dei tessuti tumorali mammari prelevati dalle pazienti e&#8217; stato, inoltre, scoperto che le mutazioni di p53 e l&#8217;elevata attivita&#8217; dei geni della via del mevalonato tendono a svilupparsi insieme nei tumori umani.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/andosparma.wordpress.com/1419/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/andosparma.wordpress.com/1419/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1419&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Parabeni: Sono pericolosi?  Sono legati con l&#8217;aumento dei tumori del seno?</title>
		<link>http://andosparma.wordpress.com/2012/01/19/1414/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andosparma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[    Da Yahoo riportiamo : “Una nuova ricerca condotta su 160 campioni  ha riscontrato nel 99% dei casi la presenza di questa sostanza contenuta in cosmetici, medicine e alcuni alimentari . Si tratterebbe di alcuni conservanti utilizzati in larga scala nei cosmetici, ma anche nelle medicine, nei prodotti per l’igiene personale e in alcuni casi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=andosparma.wordpress.com&amp;blog=20085874&amp;post=1414&amp;subd=andosparma&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">  </p>
<p style="text-align:justify;"><em> Da Yahoo riportiamo :</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff6600;">“Una nuova ricerca condotta su 160 campioni  ha riscontrato nel 99% dei casi la presenza di questa sostanza contenuta in cosmetici, medicine e alcuni alimentari . Si tratterebbe di alcuni conservanti utilizzati in larga scala nei cosmetici, ma anche nelle medicine, nei prodotti per l’igiene personale e in alcuni casi negli alimentari. Si chiamano “parabeni”, e diversi studi hanno tentato di testarne l’eventuale pericolosità. Da una recente ricerca è emerso che nei tessuti di numerose pazienti sottoposte a mastectomia è stata rintracciata la presenza di parabeni. E questo a prescindere dal fatto</span> <span style="color:#ff6600;">che utilizzassero o meno deodorant</span></strong><span style="color:#ff6600;">i</span>.<br />
Come scrive La Stampa un team di esperti, guidato dalla professoressa <strong>Philippa Darbre</strong> dell’Università inglese di Reading, ha analizzato le sostanze chimiche presenti nel corpo di 40 donne che sono state colpite da tumore al seno.<br />
La ricerca, pubblicata sulla rivista “Journal of Applied Toxicology”, si è basata su un totale di 160 campioni prelevati tra il 2005 e il 2008 a 40 pazienti di sesso femminile, affette da 20 tipi differenti di tumore primario alla mammella.<br />
Ed è emerso che nel 99% dei casi era contenuto almeno un tipo di parabene, mentre nel 60% ce n’erano ben cinque.<br />
Lester Barr, professore dell’University Hospital of South Manchester, uno degli autori della ricerca, ha sottolineato: “<span style="color:#ff6600;">L’intrigante scoperta che i parabeni sono presenti anche nelle donne che non hanno mai utilizzato deodoranti per le ascelle solleva la questione: da dove provengono queste sostanze chimiche?”.</span> Ma soprattutto, per la professoressa Darbre “<span style="color:#ff6600;">questi risultati sono preoccupanti perché è stato dimostrato che i parabeni sono in grado di simulare l’azione dell’ormone estrogeno femminile.</span> <strong><span style="color:#ff6600;">Quest’ultimo può portare a sviluppare i tumori al seno.</span></strong><br />
<strong><span style="color:#ff6600;">Molte delle concentrazioni dei parabeni misurate nei tessuti delle donne con cancro al seno sarebbero sufficienti a produrre questo risultato”.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà, invece, si tratta di una notizia molto datata, stante al seguente articolo scritto 5 anni fa, il 21 novembre 2006, dal <strong>Dr Francesco Perugini Billi &#8211; </strong>“Sarebbero circa 175 le diverse sostanze chimiche che ogni donna giornalmente si &#8220;spalma&#8221; sulla propria pelle, quando si fa bella. L&#8217;industria cosmetica, infatti, utilizza circa 13.000 sostanze di sintesi e di emisintesi nei propri prodotti. La cosa che molti non sanno è che la gran parte di queste non è stata sufficientemente studiate sotto il profilo della tossicità.<br />
Il EWG (Environmental Working Group) americano ha calcolato che su 7500 prodotti commerciali solo 28 sono stati testati per la loro sicurezza, che un prodotto ogni 120 contiene una sostanza cancerogena e che un terzo dei prodotti contiene almeno una sostanza classificata come potenzialmente cancerogena. L&#8217;assorbimento del cocktail di cancerogeni, conservanti, mutageni, allergizzanti e metalli pesanti a livello cutaneo è ulteriormente facilitato dalla presenza nei cosmetici di fattori umettanti e idratanti (che però sono innocui). Tra le sostanze potenzialmente pericolose, voglio citare i parabeni, utilizzati come conservanti e seriamente sospettati di essere cancerogeni. Lo sarebbero soprattutto quando vengono applicati sulla pelle. L&#8217;assorbimento cutaneo, infatti, trasformerebbe queste molecole in una forma attiva cancerogena.<br />
Nel 2004, l&#8217;oncologa Drssa Philipa Darbre, dell&#8217;Università di Reading (UK) <strong><span style="color:#ff6600;">ha trovato i parabeni in tutti i campioni di tessuto cancerogeno mammario da lei analizzati.</span></strong><br />
Le ridotte dimensioni dello studio (solo 20 campioni), dovute alla mancanza di fondi che la Drssa ha cercato inutilmente per anni, non dimostrano (almeno per ora !) che i parabeni sono la causa del tumore, ma dimostrano con certezza che queste sostanze tendono ad accumularsi nei tessuti.( Yahoo parla di 160 campioni!)</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff6600;">I parabeni fanno parte di un vasto gruppo di sostanze chimiche denominate xenoestrogeni o &#8220;distruttori ormonali&#8221;, sostanze estranee all&#8217;organismo capaci di imitare gli estrogeni, che sono potenti stimolanti della crescita e della trasformazione maligna delle cellule mammarie.</span></strong> Come altri xenoestrogeni, i parabeni una volta nei tessuti umani possono rimanervi per decenni, agire indisturbati e provocare malattie a distanza di 20-30 anni.</p>
<p style="text-align:justify;">Alcuni studiosi sono convinti che l&#8217;enorme presenza di xenoestrogeni nell&#8217;ambiente e nella catena alimentare sia una delle cause del tumore alla mammella (aumentato negli ultimi decenni), delle cisti ovariche, dell&#8217;endometriosi, dell&#8217;infertilità delle coppie (1 coppia su 5 ha problemi di fertilità e nel 50% dei casi l&#8217;origine è maschile) e del cancro ai testicoli (aumentato del 3% negli ultimi anni). I pesticidi presenti nell&#8217;alimentazione sono anch&#8217;essi dei &#8220;distruttori ormonali&#8221;.<br />
<strong><span style="color:#ff6600;">Se andate in un supermercato, in profumeria, in farmacia o in erboristeria noterete che la maggior parte dei cosmetici e dei prodotti per l&#8217;igiene contengono parabeni. La cosa raccapricciante è che si trovano anche in molti prodotti cosiddetti &#8220;naturali&#8221; o spacciati per &#8220;ecologici&#8221;. I parabeni sono nelle creme per il viso, negli struccanti, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei dentifrici e negli shampoo. Molti prodotti per bambini li contengono. Sono anche nelle creme solari e nei doposole. Un recente studio giapponese ha dimostrato che con l&#8217;esposizione alla luce UV del sole, i parabeni accelerano l&#8217;invecchiamento della pelle.</span></strong><br />
Un serpente che si morde la coda, allora?<br />
Forse no, se si ha invece riferimento al seguente articolo del 12 marzo 2011 dal titolo :L&#8217;UE dichiara sicuri i parabeni” ma che, al contrario, evidenzia : <strong>“I parabeni, una delle categorie di conservanti più diffusa nei cosmetici, sono da lungo tempo sotto i riflettori per i rischi legati al loro uso. In particolare, sono accusati di interferire col sistema endocrino, di svolgere un&#8217;attività estrogeno-simile, di causare infertilità e di essere legati all&#8217;insorgenza del tumore al seno. E se la Danimarca ha già provveduto a vietarne l&#8217;uso nei prodotti destinati ai bambini di età inferiore ai 3 anni, qui da noi i consumatori li guardano con tale sospetto che le aziende si stanno adeguando, cambiando le formulazioni e riportando in etichetta la dicitura &#8220;parabens free&#8221;.</strong><br />
Preoccupazioni giustificate o inutile allarmismo? A questa domanda risponde il Comitato Scientifico per la Sicurezza del Consumatore (SCCS), il comitato dell&#8217;Unione Europea formato da ricercatori e scienziati col compito di formulare pareri sui rischi per la salute e la sicurezza dei prodotti di consumo non alimentari. A dicembre 2010 il SCCS ha esaminato proprio la questione parabeni ed espresso la sua opinione in merito.<br />
Il comitato ha concentrato la sua analisi in particolare sul butyl-paraben e il propyl-paraben. Poiché i dati non erano sufficienti a trarre conclusioni sugli effetti delle sostanze sul sistema ormonale,  il SCCS ha optato  per una valutazione prudente, concludendo che il loro uso è sicuro fino a una concentrazione dello 0.19%. Le attuali direttive cosmetiche però consentono l&#8217;utilizzo di concentrazioni più elevate, fino allo 0.4% per gli esteri e fino allo 0.8% per le miscele di esteri. Per quanto riguarda il  methyl-paraben e l&#8217;ethyl-paraben sono considerati sicuri alle massime concentrazioni consentite.<br />
La commissione sottolinea poi che la mancanza di dati attualmente non consente di esprimersi sui livelli di sicurezza di altre sostanze come isopropyl-, isobutyl- e phenyl-parabens.<br />
Questi conservanti però non hanno importanza commerciale per l&#8217;industria cosmetica europea, mentre ben più preoccupante è la mancanza di dati su benzylparaben e pentylparaben.<br />
L&#8217;industria cosmetica può così tirare un sospiro di sollievo, ma i consumatori faranno altrettanto?”<br />
In Italia chi tutela gli Italiani?  Buh.<br />
Ma possiamo fare riferimento alla vicina Francia  e leggere che: “ La Francia verso il divieto di parabeni e ftalati<br />
Mercoledì 11 Maggio 2011. Parabeni e ftalati sono ingredienti sotto accusa da tempo, per il loro rischio di interferenza col sistema endocrino. E se già <strong>la Danimarca ha provveduto a vietarne l&#8217;uso nei prodotti destinati ai bambini</strong>, <strong>ora anche la Francia si sta avviando in una direzione simile</strong>. Il 3 maggio infatti l&#8217;Assemblea Nazionale ha votato una proposta di legge che porterebbe al divieto di interferenti endocrini quali ftalati, alchilfenoli e parabeni.<br />
Nonostante l&#8217;opposizione del governo, il testo è stato approvato con 236 voti a favore e 222 contrari. Ora dovrà passare al voto del Senato, ma la legge ha già scatenato polemiche nell&#8217;industria cosmetica. La UIC, Unione Industrie Chimiche, ha affermato che non ha senso proibire un&#8217;intera categoria di sostanze con usi e profili tossicologici molto diversi. Insomma, il Parlamento francese avrebbe votato sulla base del principio precauzionale.<br />
La Uic ha voluto anche sottolineare l&#8217;utilità di alcune delle sostanze sotto accusa: gli ftalati rendono flessibili alcune plastiche, i parabeni inibiscono la proliferazione di microrganismi patogeni in prodotti cosmetici e farmaceutici, e derivati degli alchilfenoli sono usati come emulsionanti. Per molti di questi usi, secondo la UIC, non ci sono oggi valide alternative.<br />
Cosa ne pensate? La Francia si sta muovendo nella giusta direzione o si preoccupa eccessivamente?”<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Intanto i tumori al seno sono la principale causa di malattia delle donne, costantemente in aumento e da qualche cosa occorre dipendano. Indagare allora è necessario ed essere cauti un obbligo</span></strong>.</p>
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