La scintigrafia ossea rappresenta uno strumento di indagine molto significativo per dimostrare l’esistenza di lesioni ossee. Si basa sulla iniezione, per via endovenosa, di un radiofarmaco che si fissa in corrispondenza di alterazioni ossee recenti, ove è in atto un’intensa attività osteoblastica reattiva.
Non presenta efeftti collaterali significativi ed è ben tollerata da pazienti di qualunque età.
Il radiofarmaco comunemente impiegato, in tanti anni di utilizzo ha unicamente presentato sporadici casi di reazioni allergiche, solitamente ristretti a rash cutaneo, prurito e febbre.
Principali indicazioni
- evidenza sede e numero di metastasi ossee negli accertamenti screening pre-operatori e soprattutto nel follow-up di neoplasie
- sospetta mobilizzazione di protesi ortopediche
- lesioni osteo-articolari infiammatorie
- valutazione dell’estensione di neoplasie ossee primitive già diagnosticate con altre procedure
- valutazione dell’estensione di malattia nel morbo di Paget
- insufficiente consolidamento di fratture
- politraumatismi ossei
- valutazione del dolore in pazienti con Rx normale
Avvertenze
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non è necessaria alcuna preparazione
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nella prima ora dopo la somministrazione del radiofarmaco il paziente dovrà adeguatamente idratarsi assumendo 500-1000 ml di liquidi
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Non si conoscono controindicazioni (salvo la gravidanza presunta o accertata), nè effetti collaterali.
Tempistica
Il tempo complessivo per l’esecuzione di quasto esame è di circa 3 ore (150 minuti di intervallo tra somministrazione del radiofarmaco ed inizio dell’acquisizione e 30 minuti per l’acquisizione delle immagini).










