Come si esegue
L’agoaspirato viene effettuato presso strutture idonee per effettuare la puntura con tecnica sterile (ambulatori, reparti di ospedali, laboratori di analisi). E’ solitamente eseguito senza anestesia, dal momento che comporta solo il lieve dolore della puntura con ago, oppure in anestesia locale, a seconda del tipo di ago utilizzato e della procedura adottata.
Dopo aver fatto stendere il paziente su un lettino, il medico localizza tramite ecografia la sede precisa in cui effettuare il prelievo, quindi disinfetta la cute e inserisce l’ago. L’aspirazione del liquido da esaminare può avvenire manualmente, per mezzo di una normale siringa, o collegando l’ago a un apposito aspiratore. La procedura può durare, a seconda dei casi, da pochi minuti a un quarto d’ora.
Al termine dell’esame il paziente può allontanarsi dall’ambulatorio autonomamente. L’esame è un po’ doloroso, ma in genere il dolore è sopportabile. L’anestesia locale è consigliata nei soggetti particolarmente ansiosi.
Il materiale prelevato viene poi adeguatamente preparato e inviato ai reparti di anatomia patologica.
La tempistica per ottenere il risultato dipende dalla preparazione richiesta dal campione e da quello dell’osservazione al microscopio; di solito sono necessarie un paio di settimane.
Indicazioni
L’agoaspirato si richiede per accertare la natura di neoformazioni (noduli, cisti, masse), in particolare se di consistenza molle o liquida, il cui materiale si presta meglio all’aspirazione con ago. Nel caso di masse solide è invece preferibile ricorrere alla biopsia, o comunque fare seguire all’agoaspirato la biopsia, qualora sussistano dubbi.
Rischio di emorragia in soggetti che presentano difetti di coagulazione o in trattamento anticoagulante. In questi casi è preferibile un’attenta valutazione del rapporto rischio - beneficio prima di prescrivere l’esame.









